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Aggiornato al 22 settembre 2026. Fonti: GSE, MASE, ANAC, Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Comuni, scuole, ospedali e altri enti pubblici sono tra i soggetti che nel 2026 hanno le condizioni più favorevoli per installare un impianto fotovoltaico, ma anche le regole più specifiche: incentivi con percentuali maggiorate, obblighi europei in arrivo e modelli contrattuali che non esistono nel settore privato. Questa guida mette in ordine cosa può fare oggi una Pubblica Amministrazione, con quali strumenti e con quali scadenze, e spiega anche come imprese e cittadini possono partecipare a questi progetti.

In sintesi

  • Conto Termico 3.0: il fotovoltaico è incentivato al 20-35% del costo ammissibile, solo se abbinato a una pompa di calore elettrica.
  • Il 100% per Comuni fino a 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie vale per pompa di calore e involucro, non per il fotovoltaico abbinato.
  • Contributo PNRR 40% per impianti in CER: chiuso alle nuove domande dal 30 novembre 2025. Le tariffe CER restano attive fino al 31 dicembre 2027.
  • Senza capitale iniziale: contratti PPP ed EPC (artt. 174 e 200 del D.Lgs. 36/2023) spostano l’investimento sul partner privato.
  • Direttiva EPBD: impianti solari obbligatori sui nuovi edifici pubblici oltre 250 m² dal 31 dicembre 2026, su quelli esistenti oltre 2.000 m² dal 2027. Recepimento italiano ancora in corso.
  • Scambio sul Posto chiuso ai nuovi impianti: l’energia in eccesso va nel Ritiro Dedicato o condivisa in una CER.
  • Imprese e cittadini partecipano come partner PPP/ESCo, come membri di CER promosse dai Comuni o come consumatori delle utenze pubbliche efficientate.

Perché il fotovoltaico conviene a Comuni ed enti pubblici nel 2026?

Un edificio pubblico ha un profilo di consumo che si adatta bene al fotovoltaico. Uffici comunali, scuole, biblioteche, palazzetti e impianti sportivi consumano soprattutto in orario diurno, quando l’impianto produce. Questo significa quote di autoconsumo elevate e un ritorno economico che dipende meno dalla vendita dell’energia in rete.

Il secondo motivo è il costo dell’energia, che per gli enti locali è una voce di bilancio corrente non comprimibile con altri strumenti. Il terzo è normativo: tra Direttiva EPBD, D.Lgs. 199/2021 e D.Lgs. 5/2026, l’installazione di impianti solari sugli edifici pubblici sta passando da opportunità a obbligo.

Il quarto motivo è che nel 2026 la Pubblica Amministrazione dispone di canali di finanziamento e di modelli contrattuali che consentono di realizzare l’impianto anche senza capitale iniziale. Le sezioni che seguono li esaminano uno per uno.

Quali incentivi può usare la Pubblica Amministrazione per il fotovoltaico nel 2026?

Gli strumenti disponibili per un ente pubblico nel 2026 sono quattro, con logiche molto diverse tra loro. La tabella li confronta dal punto di vista di un Comune o di un altro ente della Pubblica Amministrazione.

Strumento Cosa copre Condizioni chiave per la PA Stato al 22/09/2026
Conto Termico 3.0 (GSE) 20% del costo massimo ammissibile del fotovoltaico (fino al 35% con moduli Registro ENEA); accumulo fino a 1.000 €/kWh Intervento abbinato obbligatoriamente alla sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore elettrica; edificio esistente e accatastato Attivo, in vigore dal 25 dicembre 2025
Tariffe CER / autoconsumo diffuso (Decreto CACER) Tariffa premio sull’energia condivisa per 20 anni + valorizzazione ARERA La PA può essere membro, produttore o referente di una CER; impianti fino a 1 MW Attivo, configurazioni ammesse fino al 31/12/2027
Contributo PNRR 40% (Facility CACER) 40% a fondo perduto sull’impianto in CER nei Comuni sotto 50.000 abitanti Solo domande presentate entro il 30/11/2025 Chiuso alle nuove domande
Ritiro Dedicato (GSE) Vendita al GSE dell’energia non autoconsumata Alternativa allo Scambio sul Posto, non più disponibile Attivo

Conto Termico 3.0: come funziona per gli enti pubblici?

Il Conto Termico 3.0 è il nuovo meccanismo del D.M. 7 agosto 2025, in vigore dal 25 dicembre 2025, con Regole Applicative pubblicate dal GSE il 19 dicembre 2025. Ha una dotazione annua di 900 milioni di euro, di cui 400 milioni riservati alla Pubblica Amministrazione (enti del Terzo Settore non economici compresi).

La novità che interessa il fotovoltaico è l’intervento II.H: per la prima volta il Conto Termico incentiva impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Le regole da conoscere, secondo la tabella ufficiale del GSE sulle percentuali di incentivo:

  • l’incentivo è pari al 20% del costo massimo ammissibile, con massimali tra 1.050 e 1.500 €/kW per l’impianto e 1.000 €/kWh per l’accumulo;
  • i moduli iscritti al Registro delle tecnologie del fotovoltaico ENEA danno una premialità aggiuntiva del 5%, 10% o 15% a seconda della sezione;
  • il fotovoltaico è ammesso solo se realizzato congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche (intervento III.A);
  • l’incentivo riconosciuto al fotovoltaico non può superare quello della pompa di calore: il GSE eroga il valore minimo tra i due;
  • l’impianto deve avere potenza tra 2 kW e 1 MW, essere realizzato in autoconsumo e dimensionato sui consumi dell’edificio.

Il 100% del Conto Termico vale anche per il fotovoltaico?

È il punto più frainteso. Il GSE riconosce fino al 100% delle spese ammissibili, invece del 65% ordinario, in due casi. Il primo: edifici di Comuni fino a 15.000 abitanti, usati per funzioni pubbliche. Il secondo: scuole e strutture sanitarie pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale, in qualunque Comune.

Il 100% opera però come tetto massimo complessivo, nel rispetto dei massimali per tecnologia. Per il fotovoltaico, la tabella GSE dedicata alla Pubblica Amministrazione riporta il 20% del costo massimo ammissibile. La copertura integrale riguarda quindi gli interventi principali (pompa di calore, isolamento, infissi, trasformazione in edificio nZEB), non il fotovoltaico abbinato. In pratica una scuola che sostituisce la caldaia con una pompa di calore può ottenere fino al 100% su quell’intervento e il 20-35% sul fotovoltaico, con il vincolo che il secondo non superi il primo.

Gli enti pubblici hanno anche due vantaggi procedurali. Le spese di diagnosi energetica e APE collegate agli interventi sono coperte al 100%, con un anticipo del 50% alla presentazione del preventivo. Inoltre la Pubblica Amministrazione può accedere all’incentivo in modalità prenotazione, cioè prima dell’avvio dei lavori. Per approfondire il meccanismo nel suo insieme, leggi la guida completa al Conto Termico 3.0.

Esempio pratico: quanto vale l’incentivo su un edificio pubblico?

Il GSE ha illustrato il calcolo nel webinar del 3 febbraio 2026 con un caso concreto: impianto fotovoltaico da 50 kW, spesa di 55.000 euro (1.100 €/kW), abbinato a una pompa di calore da 20 kW con spesa di 15.000 euro.

  • Incentivo teorico sul fotovoltaico: 20% × 1.100 €/kW × 50 kW = 11.000 euro.
  • Incentivo sulla pompa di calore, calcolato con l’algoritmo del GSE: 7.920 euro.
  • Incentivo effettivo sul fotovoltaico: il minore tra i due, cioè non oltre quello della pompa di calore.

Nel caso GSE il beneficiario era una grande impresa: il tetto del 45% riduceva l’incentivo della pompa di calore a 6.750 euro, e quindi anche il fotovoltaico si fermava a 6.750 euro. Per un Comune sotto i 15.000 abitanti o una scuola quel tetto non scatta, la pompa di calore riceve i 7.920 euro pieni e il fotovoltaico ottiene 7.920 euro. È questo il vero vantaggio del 100% per gli enti pubblici: non alza la percentuale del fotovoltaico, ma alza il limite che lo vincola. Per portare a casa tutti gli 11.000 euro servirebbe una pompa di calore più potente, il che conferma che il dimensionamento va studiato insieme.

Il Conto Termico 3.0 è cumulabile per la Pubblica Amministrazione?

Sì, con una regola specifica. Per gli edifici di proprietà della Pubblica Amministrazione e da essa utilizzati, gli incentivi del Conto Termico sono cumulabili con altri contributi in conto capitale, statali e non statali. Il limite è un finanziamento complessivo pari al 100% delle spese ammissibili. Questo rende il Conto Termico compatibile con i bandi regionali e con altre risorse pubbliche, purché si resti entro il totale della spesa. Per capire quale combinazione conviene su un edificio specifico, Myenergy affianca gli enti pubblici con una valutazione preliminare.

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Comunità Energetiche Rinnovabili: che ruolo può avere un Comune?

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono lo strumento con cui un ente locale trasforma un impianto sul tetto della scuola o del municipio in un beneficio diffuso sul territorio. Il riferimento è il Decreto CACER (D.M. MASE 7 dicembre 2023 n. 414) con le Regole Operative GSE. Un Comune può partecipare in tre modi:

  • come membro produttore, mettendo in condivisione l’energia del proprio impianto e ricevendo una quota degli incentivi;
  • come promotore e referente, costituendo la CER insieme a cittadini, imprese ed enti del Terzo Settore;
  • come consumatore, collegando le utenze pubbliche a impianti realizzati da altri membri.

L’incentivo è una tariffa premio riconosciuta dal GSE per 20 anni sull’energia condivisa, sommata a un contributo di valorizzazione definito da ARERA. La tariffa varia con la taglia dell’impianto (più alta sotto i 200 kW) e con la zona geografica (maggiorazioni per Centro e Nord Italia). Le configurazioni possono accedere agli incentivi fino al 31 dicembre 2027. Il requisito tecnico fondamentale è che impianto e utenze siano sotto la stessa cabina primaria: l’approfondimento su POD e cabina primaria nelle CER spiega come verificarlo.

Il contributo PNRR del 40% è ancora disponibile per i Comuni?

No, per le nuove domande. Lo sportello GSE del PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2) per i Comuni sotto i 50.000 abitanti si è chiuso il 30 novembre 2025. Da allora la misura è stata trasformata in Facility CACER, gestita direttamente dal GSE. Nell’estate 2026 la dotazione è salita da 795,5 a 1.041,5 milioni di euro grazie a un rifinanziamento di 246 milioni. Le risorse aggiuntive servono a scorrere le domande già presentate, che avevano raggiunto 1,456 miliardi di euro. Chi ha presentato domanda entro i termini deve completare l’impianto entro 24 mesi dall’accordo di concessione e comunque entro il 31 dicembre 2027. I dettagli operativi sono nella guida alle Regole operative della Facility CACER 2026.

Per i Comuni che non hanno partecipato, la CER resta comunque conveniente grazie alla tariffa ventennale, senza il taglio del 50% della tariffa premio che il contributo PNRR comportava.

Come può una PA realizzare un impianto senza spesa iniziale? PPP ed EPC

Il vincolo più frequente per un ente locale non è tecnico ma di bilancio. Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) mette a disposizione due strumenti che spostano l’investimento sul partner privato.

Il partenariato pubblico-privato (art. 174) è un rapporto contrattuale di lungo periodo in cui il privato finanzia, realizza e gestisce l’impianto assumendone il rischio operativo, mentre l’ente definisce gli obiettivi e ne verifica l’attuazione. Comprende la concessione, il project financing, la locazione finanziaria e il contratto di disponibilità.

Il contratto di rendimento energetico o EPC (art. 200) è la forma specifica per l’efficienza energetica: una ESCo realizza gli interventi e viene remunerata con una quota del risparmio ottenuto, garantendo la prestazione. Per facilitarne l’uso, ANAC ha approvato il 17 luglio 2024 un contratto-tipo EPC per gli edifici pubblici, sviluppato con Ragioneria Generale dello Stato, ENEA e DIPE.

Il Conto Termico 3.0 riconosce esplicitamente queste forme: la Pubblica Amministrazione può accedere agli incentivi anche tramite un soggetto privato nell’ambito di un contratto di PPP o tramite una ESCo, che assume il ruolo di Soggetto Responsabile. Il vantaggio è che l’incentivo GSE entra nel piano economico-finanziario del partenariato e riduce il canone a carico dell’ente.

Modello Chi investe Chi gestisce l’impianto Quando ha senso
Appalto tradizionale L’ente (fondi propri, bando, mutuo) L’ente, con manutenzione affidata Edificio con incentivo elevato (scuola, piccolo Comune) e disponibilità di bilancio
PPP / concessione Il partner privato Il partner per la durata della concessione Portafogli di più edifici, assenza di capitale, obiettivo di canone certo
EPC con ESCo La ESCo La ESCo, con garanzia di risultato Interventi integrati (pompa di calore + fotovoltaico + involucro)
Adesione a CER Membri della comunità Il produttore Tetti pubblici disponibili e utenze diffuse sul territorio

Un aspetto da non sottovalutare è la qualificazione del partner: per lavori pubblici di importo rilevante serve un’impresa con attestazione SOA nella categoria OG9 (impianti per la produzione di energia elettrica). Le certificazioni e qualifiche di Myenergy coprono questo requisito, con SOA OG9 fino a 18,59 milioni di euro.

Quali obblighi ha la Pubblica Amministrazione sul fotovoltaico?

Accanto agli incentivi, il quadro normativo introduce obblighi progressivi che riguardano prima di tutto gli edifici pubblici: municipi, scuole, ospedali e uffici degli enti locali.

La Direttiva EPBD “Case Green” e il calendario per gli edifici pubblici

La Direttiva (UE) 2024/1275, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’8 maggio 2024, all’articolo 10 impone agli Stati membri di garantire l’installazione di impianti solari, ove tecnicamente ed economicamente fattibile, secondo questo calendario:

Scadenza Edifici interessati
31 dicembre 2026 Nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie utile oltre 250 m²
31 dicembre 2027 Edifici pubblici esistenti oltre 2.000 m²
31 dicembre 2028 Edifici pubblici esistenti oltre 750 m²
31 dicembre 2030 Edifici pubblici esistenti oltre 250 m²
1° gennaio 2028 Nuovi edifici pubblici a emissioni zero

Il termine per il recepimento nazionale era il 29 maggio 2026. Alla data di aggiornamento di questo articolo l’Italia non ha ancora adottato il decreto legislativo di recepimento e la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione. Gli obblighi diventano operativi per i singoli enti solo con la norma nazionale, ma il calendario europeo è già il riferimento per la programmazione degli interventi.

Gli obblighi nazionali già in vigore

Il D.Lgs. 199/2021 (art. 26) impone già l’integrazione di impianti a fonti rinnovabili nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni rilevanti, e per gli edifici pubblici l’obbligo è incrementato del 10% rispetto ai privati. La guida all’obbligo di fotovoltaico sulle nuove costruzioni nel 2026 illustra le potenze minime richieste.

Il D.Lgs. 5/2026, che ha recepito la Direttiva RED III, ha inoltre rafforzato le semplificazioni autorizzative per il fotovoltaico su edifici e ha reso le specifiche tecniche degli impianti un criterio di ammissibilità negli appalti pubblici. Cosa cambia per gli enti è spiegato nell’approfondimento sul D.Lgs. 5/2026 e il fotovoltaico.

Come si valorizza l’energia non autoconsumata da un impianto pubblico?

Fino al 2025 molti impianti pubblici usavano lo Scambio sul Posto. Il meccanismo è stato chiuso: possono accedervi solo gli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025 con richiesta presentata entro il 26 settembre 2025, e le convenzioni esistenti non sono rinnovabili oltre i 15 anni.

Per un impianto pubblico nuovo restano due strade, entrambe compatibili tra loro:

  • il Ritiro Dedicato del GSE, che remunera mensilmente tutta l’energia immessa in rete;
  • la condivisione in una CER, che aggiunge la tariffa premio sull’energia consumata contemporaneamente dagli altri membri.

La conseguenza progettuale è chiara. Un impianto su un edificio pubblico va dimensionato sull’autoconsumo reale, non sulla superficie del tetto. L’eventuale eccedenza va pianificata in ottica di comunità energetica. Il simulatore del costo di un impianto fotovoltaico offre una prima stima da cui partire.

Cosa cambia per i tre target: PA, imprese e privati

Pubbliche Amministrazioni

Per Comuni, scuole, ASL, Province e Regioni la sequenza operativa consigliata è:

  1. diagnosi energetica degli edifici, finanziata al 100% dal Conto Termico 3.0 per la Pubblica Amministrazione, con anticipo del 50%;
  2. verifica dell’abbinamento pompa di calore + fotovoltaico, che apre l’intervento II.H;
  3. scelta del modello contrattuale (appalto, PPP, EPC) in base alla disponibilità di bilancio;
  4. valutazione della CER per gli edifici con tetto ampio e utenze pubbliche diffuse;
  5. programmazione in linea con il calendario EPBD 2026-2030.

Le percentuali maggiorate riguardano Comuni fino a 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie. I Comuni più grandi accedono al 65% ordinario per gli interventi principali e al 20-35% per il fotovoltaico. Chi vuole un supporto strutturato può partire dall’hub Myenergy dedicato alla Pubblica Amministrazione.

Imprese

Le imprese entrano in questo mercato in due ruoli. Come partner in PPP o ESCo, finanziando e gestendo impianti su edifici pubblici e beneficiando dell’incentivo GSE nel piano economico. Come membri di CER promosse dai Comuni, condividendo energia con le utenze pubbliche del territorio. Per le PMI il Conto Termico 3.0 riconosce percentuali inferiori rispetto alla Pubblica Amministrazione (fino al 45% sugli interventi del Titolo III per le piccole imprese, con premialità) e richiede una richiesta preliminare prima dell’avvio dei lavori. Le regole per le aziende sono nella guida alle CER per aziende con scadenze 2026.

Privati e cittadini

Il cittadino non accede direttamente agli incentivi riservati alla Pubblica Amministrazione, ma beneficia dei progetti pubblici in due modi. Il primo è aderire come consumatore a una CER promossa dal Comune, ricevendo una quota della tariffa premio sull’energia condivisa. Il secondo è indiretto: scuole, palestre e uffici efficientati costano meno alla collettività. Per chi vuole un impianto proprio, gli strumenti sono diversi: la guida alla detrazione per il fotovoltaico nel 2026 spiega cosa rientra.

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Quali sono gli errori più comuni nei progetti fotovoltaici pubblici?

  • Chiedere il Conto Termico per il solo fotovoltaico: senza la sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore l’intervento II.H non è ammesso.
  • Sovradimensionare l’impianto sul tetto disponibile: senza Scambio sul Posto l’eccedenza vale solo il prezzo di ritiro; il dimensionamento va fatto sui consumi.
  • Confondere il 100% con il fotovoltaico: la copertura integrale riguarda gli interventi principali, non il II.H.
  • Trascurare la cabina primaria: una CER funziona solo se impianto e utenze sono sotto la stessa cabina primaria.
  • Avviare i lavori prima della prenotazione: la Pubblica Amministrazione può prenotare l’incentivo prima dei lavori, un’opportunità che va usata.
  • Affidare l’impianto a un partner non qualificato: per lavori pubblici servono SOA, DURC e capacità di gestire l’iter GSE.

Domande frequenti

Un Comune può ottenere il 100% del Conto Termico 3.0 per il fotovoltaico?

No. Il 100% vale per gli interventi principali (pompa di calore, involucro, nZEB) su edifici di Comuni fino a 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie pubbliche. Il fotovoltaico abbinato è incentivato al 20% del costo massimo ammissibile, fino al 35% con moduli del Registro ENEA, e non può superare l’incentivo della pompa di calore.

Il fotovoltaico da solo è incentivato dal Conto Termico 3.0?

No. L’intervento II.H è ammesso solo se realizzato insieme alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore elettrica sullo stesso edificio.

Il contributo PNRR del 40% per le CER è ancora aperto ai Comuni?

No. Lo sportello si è chiuso il 30 novembre 2025. Le risorse, portate a 1.041,5 milioni di euro, servono a finanziare le domande già presentate. Restano attive le tariffe incentivanti CER fino al 31 dicembre 2027.

Una PA può fare un impianto fotovoltaico senza investire capitale?

Sì, attraverso un partenariato pubblico-privato (art. 174 D.Lgs. 36/2023) o un contratto EPC con una ESCo (art. 200). Il Conto Termico 3.0 consente al partner privato di accedere all’incentivo per conto dell’ente.

Quando scatta l’obbligo di fotovoltaico sugli edifici pubblici esistenti?

La Direttiva EPBD 2024/1275 prevede il 31 dicembre 2027 per gli edifici pubblici esistenti oltre 2.000 m², il 2028 oltre 750 m² e il 2030 oltre 250 m². L’Italia non ha ancora completato il recepimento, quindi le date operative saranno fissate dal decreto nazionale.

Un impianto su una scuola può usare lo Scambio sul Posto?

No, se entra in esercizio dopo il 29 maggio 2025. L’energia non autoconsumata va valorizzata con il Ritiro Dedicato del GSE o condivisa in una Comunità Energetica Rinnovabile.

Un Comune sopra i 15.000 abitanti ha incentivi?

Sì. Accede al Conto Termico 3.0 con il limite ordinario del 65% sugli interventi principali e al 20-35% sul fotovoltaico abbinato; le scuole e le strutture sanitarie del suo territorio mantengono il 100%. Può inoltre promuovere o aderire a una CER.

Chi presenta la domanda al GSE in un progetto in PPP?

La ESCo o il partner privato, che assume il ruolo di Soggetto Responsabile, mentre il Comune resta Soggetto Ammesso in quanto proprietario dell’edificio. La diagnosi energetica anticipata può invece essere richiesta solo direttamente dalla PA.

Fonti ufficiali

  • GSE – Conto Termico 3.0, percentuali ed erogazione degli incentivi (tabella PA, intervento II.H)
  • GSE – Regole Applicative Conto Termico 3.0 e webinar del 26 gennaio e 3 febbraio 2026
  • Gazzetta Ufficiale – D.M. 7 agosto 2025 (Conto Termico 3.0), GU n. 224 del 26 settembre 2025
  • GSE – Regole Operative Facility CACER (27 marzo 2026) e notizia sull’estensione ai Comuni fino a 50.000 abitanti
  • MASE – Decreto CACER, D.M. 7 dicembre 2023 n. 414
  • Gazzetta Ufficiale UE – Direttiva (UE) 2024/1275 (EPBD), art. 10
  • Normattiva – D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36, artt. 174 e 200; D.Lgs. 8 novembre 2021 n. 199, art. 26
  • ANAC – Contratto-tipo EPC per gli edifici pubblici (delibera del 17 luglio 2024)
  • ENEA – Registro delle tecnologie del fotovoltaico

Link alle fonti

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Myenergy realizza impianti fotovoltaici chiavi in mano per enti pubblici da oltre quindici anni, con attestazione SOA OG9 e un’area tecnica che segue l’intero iter: diagnosi energetica, progettazione, pratiche di connessione, richiesta degli incentivi GSE e gestione dell’impianto dopo il collaudo. Affianchiamo Comuni e stazioni appaltanti sia nella fase di gara sia nei progetti in partenariato pubblico-privato ed EPC, e supportiamo la costituzione di comunità energetiche con la nostra CER. Se stai valutando un impianto su una scuola, un municipio o un altro edificio pubblico, contatta Myenergy per una valutazione preliminare gratuita del tuo progetto.

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