Aggiornato a settembre 2026
Il MACSE è il meccanismo con cui Terna si assicura oggi la capacità di accumulo che servirà alla rete elettrica italiana fra qualche anno. La seconda asta è fissata per il 24 novembre 2026 e mette in gara 16 GWh. Questa guida spiega come funziona, cosa ha insegnato la prima tornata e perché i suoi numeri interessano anche chi non vi parteciperà mai.
In sintesi
- Il MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) è un mercato a termine gestito da Terna: si contrattualizza oggi la disponibilità futura di accumuli che entreranno in esercizio in un anno prefissato.
- La seconda asta si terrà il 24 novembre 2026 dalle ore 10, con anno di consegna 2029 e un fabbisogno di 16 GWh, contro i 10 GWh della prima tornata.
- La prima asta, svolta il 30 settembre 2025, ha assegnato tutti i 10 GWh previsti a un prezzo medio ponderato di 12.959 €/MWh-anno, molto al di sotto del premio di riserva di 37.000 €/MWh-anno.
- L’offerta è stata oltre quattro volte superiore alla domanda: un segnale di forte competizione tra gli sviluppatori.
- I contratti per le batterie al litio hanno durata quindicennale; per i pompaggi idroelettrici arrivano a trent’anni.
- Il MACSE riguarda solo impianti di grande taglia connessi alla rete di trasmissione: un accumulo aziendale o domestico non vi accede e costruisce il proprio ritorno sulla bolletta.
Che cos’è il MACSE e chi lo gestisce?
Il MACSE è la procedura competitiva con cui Terna, in qualità di gestore della rete di trasmissione nazionale, approvvigiona nuova capacità di stoccaggio elettrico per conto del sistema. La logica è quella di un mercato a termine: non si compra energia da immettere subito in rete, ma la disponibilità futura di un servizio di accumulo.
Questo differimento tra aggiudicazione e consegna è il punto centrale. Un impianto di accumulo di grande taglia richiede capitali importanti e ritorni di lungo periodo. Sapere in anticipo che una quota della capacità sarà remunerata per quindici anni rende il progetto finanziabile prima ancora che sia costruito.
Il quadro normativo si articola su tre livelli. Il meccanismo trova fondamento nell’articolo 18 del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 210. La disciplina operativa è stata definita da Terna sulla base di quel decreto e della delibera ARERA 247/2023. È stata poi approvata dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ottobre 2024, dopo il via libera della Commissione Europea del dicembre 2023.
Il fabbisogno da mettere a gara non lo decide Terna da sola: viene proposto e poi approvato con decreto ministeriale, asta per asta.
Come funziona un’asta MACSE?
Il meccanismo distingue le tecnologie in base ai tempi di realizzazione.
| Tecnologia | Tipo di asta | Orizzonte di pianificazione | Durata del contratto |
|---|---|---|---|
| Batterie al litio | Asta breve | Biennale | 15 anni |
| Pompaggi idroelettrici | Asta lunga | Sessennale | 30 anni |
L’aggiudicatario riceve un premio annuo espresso in euro per MWh di capacità, riconosciuto per tutta la durata contrattuale. In cambio si impegna a realizzare l’impianto e a metterlo a disposizione del sistema secondo i parametri tecnici stabiliti.
Il premio non è illimitato. Il regolatore fissa un premio di riserva, cioè il valore massimo riconoscibile: per la prima asta era di 37.000 €/MWh-anno. Le offerte al di sopra di quella soglia non vengono accettate. È il tetto che protegge il sistema, e quindi in ultima analisi i consumatori, da un costo eccessivo.
Un elemento che la disciplina aggiornata per il 2029 chiarisce: la capacità proveniente da tecnologie non di riferimento non può superare il 10% del contingente. In pratica, il meccanismo privilegia le batterie agli ioni di litio, oggi la tecnologia matura per questa applicazione.
Come è andata la prima asta MACSE del 30 settembre 2025?
La prima procedura, riferita all’anno di consegna 2028, ha assegnato 10 GWh di capacità di accumulo nel Sud e nelle Isole, pari al 100% del fabbisogno richiesto. Secondo la nota diffusa da Terna, l’offerta complessiva è stata superiore di oltre quattro volte alla domanda.
Il risultato più significativo è il prezzo.
| Area di mercato | Prezzo medio di assegnazione |
|---|---|
| Media ponderata nazionale | 12.959 €/MWh-anno |
| Centro Sud | 14.566 €/MWh-anno |
| Sud e Calabria | 12.146 €/MWh-anno |
| Sicilia | 15.846 €/MWh-anno |
| Sardegna | 15.029 €/MWh-anno |
| Premio di riserva | 37.000 €/MWh-anno |
Tutti i valori si collocano molto al di sotto del tetto fissato dal regolatore, in alcune aree a meno di un terzo. Significa che gli sviluppatori hanno ritenuto sostenibile costruire e gestire un BESS con una remunerazione ben inferiore a quella che il sistema era disposto a riconoscere.
I prezzi zonali raccontano poi una geografia precisa. Le Isole spuntano premi più alti perché lì la rete ha maggiore bisogno di flessibilità. L’area Sud e Calabria registra invece il valore più basso, per effetto della competizione: è lì che si concentra la maggior parte dei progetti in pipeline. È lo stesso squilibrio che rende l’accumulo particolarmente interessante nel Mezzogiorno, come abbiamo spiegato nell’analisi su fotovoltaico al Sud, BESS e valore dell’energia.
Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato di Terna, ha stimato in circa un miliardo di euro il volume di investimenti associato all’esito della prima asta. Tutti gli impianti contrattualizzati sono batterie agli ioni di litio ed entreranno in esercizio nel 2028, in quattro aree distinte: Centro Sud, Sud e Calabria, Sicilia e Sardegna.
Che cosa prevede la seconda asta MACSE del 24 novembre 2026?
La procedura riferita all’anno di consegna 2029 si terrà il 24 novembre 2026 a partire dalle ore 10 ed è dedicata alle batterie agli ioni di litio.
Il percorso amministrativo è passato da due decreti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Con il decreto n. 95 del 27 marzo 2026 è stato approvato l’aggiornamento della disciplina MACSE proposto da Terna ai fini dello svolgimento dell’asta con consegna 2029. Con il decreto n. 162 del 20 maggio 2026 è stata approvata la proposta di Terna sul fabbisogno di stoccaggio elettrico per il 2029.
| Elemento | Prima asta | Seconda asta |
|---|---|---|
| Data | 30 settembre 2025 | 24 novembre 2026 |
| Anno di consegna | 2028 | 2029 |
| Fabbisogno a gara | 10 GWh | 16 GWh |
| Tecnologia | Batterie agli ioni di litio | Batterie agli ioni di litio |
Il calendario operativo comunicato da Terna prevedeva l’invio delle richieste di ammissione dal 7 al 27 luglio 2026 e l’inserimento dei dati sul Portale MACSE entro il 10 settembre 2026. Il formato dell’asta resta invariato rispetto al 2025: la tornata 2026 è un ampliamento dei volumi, non una riprogettazione del meccanismo.
L’aumento da 10 a 16 GWh va letto insieme all’obiettivo di sistema. Nel Documento di Descrizione degli Scenari 2024, Terna ha previsto un fabbisogno di circa 70 GWh di nuova capacità di accumulo entro il 2030, aggiuntiva rispetto ai pompaggi esistenti, necessaria per integrare le fonti rinnovabili. I 10 GWh aggiudicati nella prima asta si sommano ai circa 17 GWh già esistenti.
Che cosa dicono i risultati del MACSE sul mercato italiano dell’accumulo?
Al di là dei tecnicismi, la prima asta ha consegnato tre informazioni che vale la pena leggere.
Il costo dell’accumulo è sceso più di quanto il regolatore stimasse. Un prezzo medio di aggiudicazione pari a poco più di un terzo del premio di riserva significa che i costi di realizzazione di un sistema di accumulo di grande taglia, proiettati al 2028, sono considerati sensibilmente più bassi di quanto ipotizzato quando il tetto è stato fissato.
La pipeline italiana è profonda. Un’offerta quattro volte superiore alla domanda indica che i progetti autorizzati o in fase avanzata sono molti più di quelli che il meccanismo può contrattualizzare. È una buona notizia per il sistema e una pressione competitiva forte per gli sviluppatori.
Il valore della flessibilità è ormai un prezzo esplicito. Il sistema elettrico italiano riconosce un valore economico misurabile alla capacità di spostare l’energia nel tempo. È la stessa logica che rende conveniente un accumulo dietro contatore, anche se il meccanismo di remunerazione è del tutto diverso.
Se ti interessa capire come funziona un sistema di accumulo dal punto di vista tecnico, prima ancora che di mercato, puoi partire dalla nostra guida ai BESS industriali e allo storage energetico.
Il MACSE riguarda anche chi installa un accumulo in azienda, in casa o in un ente pubblico?
Qui serve chiarezza, perché sul punto circola parecchia confusione. Il MACSE approvvigiona capacità di stoccaggio centralizzata, di taglia rilevante e connessa alla rete di trasmissione nazionale. Non è un incentivo, non è un bando e non è accessibile a un accumulo installato presso un’utenza.
Detto questo, le ricadute esistono e sono diverse per ciascun profilo.
Imprese e PMI
Un BESS aziendale in autoconsumo non partecipa al MACSE e non riceve alcun premio da Terna. Il suo ritorno si costruisce interamente sulla bolletta: riduzione della potenza di picco, spostamento dei consumi tra le fasce orarie, maggiore autoconsumo del fotovoltaico. Le leve e i tempi di rientro sono trattati nella nostra guida su quanto costa un BESS industriale nel 2026.
L’effetto indiretto, però, c’è. Una filiera nazionale che nei prossimi anni installerà decine di GWh significa più fornitori, più competenze di installazione e prezzi delle componenti sotto pressione competitiva. Chi valuta un accumulo industriale oggi lo fa in un mercato più maturo di quello di tre anni fa.
Privati e residenziale
Nessun accesso diretto, e nessuna ricaduta immediata sulla bolletta domestica. L’accumulo residenziale resta legato all’autoconsumo del proprio impianto fotovoltaico e alla detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia.
L’effetto di sistema, sul medio periodo, è duplice: maggiore stabilità della rete e migliore integrazione delle rinnovabili. Sono le due condizioni che rendono meno probabili gli scenari di sovrapproduzione, in cui l’energia immessa in rete vale poco.
Pubblica Amministrazione
Un Comune non partecipa al MACSE, ma può trovarselo sul territorio. I progetti aggiudicati sono impianti di grande taglia che vanno autorizzati, localizzati e connessi, e questo coinvolge direttamente gli enti locali sui temi delle aree idonee, dei procedimenti autorizzativi e delle eventuali misure di compensazione.
Diverso è il caso della PA che vuole dotarsi di accumulo a servizio dei propri edifici. Lì il percorso è un altro: fotovoltaico con accumulo su scuole, uffici e strutture comunali, con gli strumenti di incentivazione dedicati al settore pubblico. È un tema che abbiamo trattato nella guida al Conto Termico 3.0.
Quali sono i prossimi passaggi da monitorare?
- 24 novembre 2026, ore 10: svolgimento dell’asta con anno di consegna 2029.
- Nelle settimane successive: pubblicazione da parte di Terna del rendiconto ufficiale degli esiti, con capacità assegnata e prezzi per area di mercato. È il documento che fa fede, non le anticipazioni.
- Aste successive: il percorso verso l’obiettivo 2030 richiederà ulteriori tornate, con volumi da definire di anno in anno.
Il dato da osservare con più attenzione è il prezzo. Se anche la seconda asta si chiuderà molto al di sotto del premio di riserva, sarà la conferma che il costo dello storage di grande taglia in Italia si è strutturalmente abbassato.
Domande frequenti
Che cosa significa l’acronimo MACSE? MACSE sta per Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico. È la procedura competitiva con cui Terna contrattualizza in anticipo nuova capacità di accumulo che entrerà in esercizio in un anno di consegna prefissato.
Quando si svolge la seconda asta MACSE? Il 24 novembre 2026, a partire dalle ore 10, con anno di consegna 2029. Il fabbisogno messo a gara è di 16 GWh, contro i 10 GWh della prima asta.
Quanto è stato pagato nella prima asta MACSE? Il prezzo medio ponderato di assegnazione è stato di 12.959 €/MWh-anno, con valori compresi tra 12.146 €/MWh-anno nell’area Sud e Calabria e 15.846 €/MWh-anno in Sicilia. Tutti molto al di sotto del premio di riserva di 37.000 €/MWh-anno.
Quanto dura un contratto MACSE? Quindici anni per le batterie agli ioni di litio, che partecipano all’asta breve con pianificazione biennale. Trent’anni per gli impianti idroelettrici a pompaggio, che accedono all’asta lunga con pianificazione sessennale.
Un’azienda può partecipare al MACSE con il proprio sistema di accumulo? No, se si tratta di un accumulo installato presso l’utenza per l’autoconsumo. Il MACSE approvvigiona capacità di stoccaggio centralizzata di taglia rilevante, connessa alla rete di trasmissione nazionale. Un BESS aziendale costruisce il proprio ritorno sulla riduzione dei costi in bolletta.
Il MACSE è un incentivo pubblico? Non nel senso dei bandi a fondo perduto o delle detrazioni fiscali. È un meccanismo di mercato in cui Terna acquista un servizio tramite asta competitiva, riconoscendo un premio annuo per la disponibilità della capacità. La disciplina è stata approvata dalla Commissione Europea nel dicembre 2023 come misura di aiuto.
Qual è l’obiettivo di capacità di accumulo dell’Italia al 2030? Nel Documento di Descrizione degli Scenari 2024 Terna ha indicato un fabbisogno di circa 70 GWh di nuova capacità di accumulo entro il 2030, aggiuntiva rispetto ai pompaggi esistenti. I 10 GWh della prima asta si aggiungono ai circa 17 GWh già in esercizio.
Perché i prezzi del MACSE cambiano da una zona all’altra? Perché il valore della flessibilità non è uniforme sul territorio. Le aree dove la rete ha maggiore bisogno di regolazione, come le Isole, riconoscono premi più alti. Dove la pipeline di progetti è più densa, come nell’area Sud e Calabria, la competizione tra offerenti abbassa il prezzo.
Fonti ufficiali
- Terna — Mercato a termine degli stoccaggi (MACSE), disciplina, calendario e comunicati agli operatori
- Terna — comunicato sugli esiti della prima asta MACSE del 30 settembre 2025
- Terna — Documento di Descrizione degli Scenari 2024, fabbisogno di nuova capacità di accumulo al 2030
- Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica — decreti di approvazione della disciplina MACSE e del fabbisogno di stoccaggio (D.M. n. 95 del 27 marzo 2026; D.M. n. 162 del 20 maggio 2026; D.M. n. 53 del 27 febbraio 2025)
- ARERA — delibera 247/2023
- Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 210, art. 18
Link alle fonti:
- Terna — Mercato a termine degli stoccaggi (MACSE)
- Terna — Asta MACSE con anno di consegna 2029, comunicato agli operatori
- MASE — Mercato elettrico, decreti di approvazione MACSE
- Terna — Documento fabbisogni asta 2028 (PDF)
- Terna Lightbox — M come MACSE
Dati e riferimenti aggiornati a settembre 2026. L’asta con anno di consegna 2029 si terrà il 24 novembre 2026: gli esiti definitivi saranno quelli pubblicati da Terna nel rendiconto ufficiale. Verificare sempre gli aggiornamenti sui portali istituzionali.
Come può aiutarti Myenergy
Il MACSE riguarda impianti utility scale, ma la domanda che arriva più spesso in azienda è un’altra: conviene un accumulo dietro il contatore, e di che taglia. Myenergy progetta, installa e gestisce impianti fotovoltaici chiavi in mano e sistemi di accumulo per imprese, privati e Pubbliche Amministrazioni. Il lavoro parte dall’analisi del profilo di carico reale del sito, perché è da lì che si capisce se un BESS ha senso e quale dimensionamento regge sul piano economico. Seguiamo l’intero perimetro come unico interlocutore: progettazione elettrica e antincendio, pratiche autorizzative e di connessione, configurazione dell’EMS e gestione dell’impianto nel tempo.
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