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Regione Lombardia finanzia l’efficientamento energetico delle PMI con un contributo a fondo perduto e una garanzia gratuita sul finanziamento bancario. Questa guida spiega quanto vale davvero la misura, a quali condizioni il fotovoltaico rientra tra le spese ammissibili e cosa è cambiato con l’aggiornamento normativo di luglio 2026.

In sintesi

  • Cos’è: misura “Investimenti – Linea Impresa Efficiente” di Regione Lombardia, Azione 2.1.3 del Programma Regionale FESR 2021-2027, codice Avviso RLO12025046583.
  • Chi può accedere: PMI con sede operativa in Lombardia, almeno due bilanci depositati e classificazione da 1 a 10 nel Credit Scoring del Fondo Centrale di Garanzia.
  • Quanto vale: contributo a fondo perduto fino al 45% per gli investimenti in fonti rinnovabili, 20% per micro e piccole imprese e 15% per le medie sull’efficienza energetica, 25% in regime de minimis.
  • Investimento ammesso: da 100.000 a 5.000.000 di euro, con riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti.
  • Vincolo sul fotovoltaico: ammissibile solo in combinazione con interventi su macchinari o su illuminazione e monitoraggio dei consumi, e solo su edifici o strutture preesistenti.
  • Novità luglio 2026: ammesso il cumulo con altre agevolazioni, inclusi gli incentivi fiscali, entro il 100% dei costi ammissibili. Resta vietato il cumulo con il PNRR.
  • Come si partecipa: procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di protocollo, fino a esaurimento risorse.

Questo approfondimento fa parte della nostra guida agli incentivi per il fotovoltaico in Lombardia nel 2026.

Cosa è cambiato a luglio 2026 sulla cumulabilità?

Fino a luglio 2026 l’Avviso escludeva il cumulo non solo con altri aiuti di Stato sulle stesse spese, ma anche con le misure generali che non si qualificano come aiuto di Stato, quindi con gli incentivi fiscali. In pratica un’impresa doveva scegliere: o il contributo regionale, o l’iperammortamento.

Con la D.G.R. 6 luglio 2026 n. XII/6441, attuata dal D.D.U.O. 10 luglio 2026 n. 9324 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia il 16 luglio 2026, il regime è stato modificato. Come riportato nella scheda ufficiale della misura su Bandi e Servizi, il decreto introduce modifiche all’Avviso in materia di cumulabilità:

  • è ammesso il cumulo con altre agevolazioni, compresi gli incentivi fiscali, nel limite del 100% dei costi ammissibili e nel rispetto delle intensità massime previste dalle rispettive regolamentazioni;
  • resta confermato il divieto di cumulo con le agevolazioni derivanti dal PNRR.

Lo sportello è ripartito il 20 luglio 2026.

Per un’impresa lombarda significa poter combinare, sullo stesso progetto, il contributo regionale e l’iperammortamento al 180%, entro il tetto complessivo. Su un investimento di alcune centinaia di migliaia di euro la differenza sul tempo di rientro è significativa. Abbiamo approfondito il funzionamento della leva fiscale nella guida sull’iperammortamento 2026 per il fotovoltaico.

Un avvertimento pratico: buona parte delle schede sintetiche pubblicate online risale a prima di luglio 2026 e riporta ancora il divieto di cumulo con gli incentivi fiscali. Conviene verificare sempre la data del documento consultato.

Cos’è il bando Linea Impresa Efficiente e cosa finanzia?

La misura è attivata nell’ambito dell’Azione 2.1.3 “Sostegno all’efficientamento energetico degli edifici e/o impianti produttivi delle imprese”, Obiettivo specifico 2.1, Asse 2 del Programma Regionale FESR 2021-2027 di Regione Lombardia. I criteri applicativi sono stati approvati con D.G.R. 26 maggio 2025 n. XII/4452. Il soggetto gestore è Finlombarda S.p.A., che cura istruttoria ed erogazione.

Finanzia interventi di adeguamento o rinnovo degli impianti produttivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, eventualmente combinati con il ricorso alle energie rinnovabili.

I progetti ammissibili devono:

  • riguardare investimenti dedicati all’efficientamento energetico;
  • determinare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti, dirette e indirette, rispetto alla situazione ex ante;
  • avere un valore compreso tra 100.000 e 5.000.000 di euro;
  • essere realizzati esclusivamente nella sede dichiarata in domanda;
  • essere corredati da una diagnosi energetica, che può riguardare l’intera sede oppure uno o più processi produttivi svolti in quella sede.

Realizzazione e rendicontazione vanno completate entro 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione, salvo proroga motivata di 3 mesi. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

Chi può presentare domanda?

Possono accedere le PMI come definite dall’Allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014 che soddisfano tutti i requisiti seguenti.

Requisito Dettaglio
Registro Imprese Regolarmente costituite, iscritte e attive
Storico contabile Almeno due bilanci depositati, o due dichiarazioni fiscali per i soggetti non tenuti al deposito
Sede operativa In Lombardia, alla data della domanda o costituita entro la concessione dell’agevolazione
Merito creditizio Classificazione da 1 a 10 nel Credit Scoring del Fondo Centrale di Garanzia (D.G.R. n. 7269/2022)
Assicurazione Ove applicabile, in regola con i contratti assicurativi contro i danni (L. 213/2023, art. 1 c. 101)

Sono esclusi, tra gli altri, i settori dell’agricoltura primaria (con l’eccezione delle imprese agromeccaniche), le attività finanziarie e assicurative, il tabacco, e le imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea. L’elenco puntuale delle esclusioni è all’art. A.3 dell’Avviso e va verificato caso per caso.

Due filtri escludono più imprese di quanto ci si aspetti. Il primo sono i due bilanci depositati: un’impresa costituita di recente non può accedere, per quanto valido sia il progetto. Il secondo è il credit scoring: la classe da 1 a 10 secondo la metodologia del Fondo Centrale di Garanzia è una valutazione della probabilità di inadempimento, e conviene verificarla prima di investire tempo nella progettazione.

C’è poi un requisito che non compare tra i criteri soggettivi ma è di fatto vincolante: serve la delibera di finanziamento di un soggetto finanziatore convenzionato da allegare alla domanda.

Vuoi capire se la tua azienda rientra nei requisiti? Contatta i nostri tecnici per una verifica preliminare.

Quanto vale il contributo a fondo perduto?

È il punto su cui le schede sintetiche si limitano a un generico “fino al 45%” senza spiegare da cosa dipenda. Il contributo è determinato in percentuale sulle spese ammissibili, in funzione del regime di aiuto applicato e della dimensione dell’impresa.

Contributo a fondo perduto massimo concedibile

Regime di aiuto Micro e piccole imprese Medie imprese
Investimenti per misure di efficienza energetica diverse da quelle relative agli edifici 20% 15%
Investimenti per energia da fonti rinnovabili, idrogeno rinnovabile e cogenerazione ad alto rendimento 45% 45%
Regolamento de minimis 25%, max 250.000 € 25%, max 250.000 €

La garanzia gratuita costituisce essa stessa un aiuto, quantificato in Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL) secondo il metodo della Decisione n. 182/2010. Sommata al contributo, l’intensità complessiva massima è la seguente.

Intensità d’aiuto complessiva (contributo più ESL della garanzia)

Regime di aiuto Micro e piccole imprese Medie imprese
Efficienza energetica diversa da edifici 25% 20%
Fonti rinnovabili e cogenerazione ad alto rendimento 50% 50%
Regolamento de minimis 30%, max 300.000 € 30%, max 300.000 €

La lettura pratica è questa: un impianto fotovoltaico rientra nel regime “fonti rinnovabili”, quindi nella fascia al 45%, più del doppio rispetto al 20% delle misure di efficienza energetica ordinarie. Un progetto ben costruito può avere spese classificate su regimi diversi, ciascuna con la propria intensità di aiuto.

Il fotovoltaico è finanziabile con questo bando?

Sì, ma a due condizioni precise che decidono l’esito della domanda.

L’Avviso elenca otto categorie di spesa ammissibile:

  • a) Macchinari, impianti di produzione, attrezzature e hardware necessari alle finalità produttive, in sostituzione di quelli in uso presso la sede oppure funzionali agli obiettivi di efficientamento e riduzione delle emissioni.
  • b) Sistemi di domotica per il risparmio energetico, apparecchi LED in sostituzione di illuminazione non LED, sistemi di monitoraggio dei consumi energetici.
  • c) Impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ammissibili solo in combinazione con la voce a) e/o b). Gli impianti solari fotovoltaici sono ammissibili solo se realizzati su edifici o su strutture preesistenti quali pensiline, tettoie o serre.
  • d) Impianti di cogenerazione ad alto rendimento ai sensi della Direttiva 2012/27/UE, qualificati CAR dal GSE e alimentati a fonti rinnovabili, solo in combinazione con a) e/o b).
  • e) Impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, comprese le pompe di calore conformi alla Direttiva 2018/2001 Allegato VII, solo in combinazione con a) e/o b). Il solare termico è ammissibile solo su edifici o strutture preesistenti.
  • f) Impianti per la produzione di energia termica non alimentati a fonti fossili diversi da quelli della voce e), per un importo massimo pari al doppio della voce a) e/o b).
  • g) Sistemi di accumulo o stoccaggio dell’energia prodotta, solo in combinazione con a) e/o b).
  • h) Spese tecniche di consulenza correlate al progetto, tra cui progettazione, relazioni tecniche specialistiche e diagnosi energetiche, per un importo massimo pari al 10% dei costi delle voci da a) a g).

Ne derivano tre conseguenze operative.

Un impianto fotovoltaico da solo non è ammissibile. Se il progetto prevede unicamente l’installazione dell’impianto, senza interventi delle lettere a) o b), la domanda non è finanziabile. Serve almeno un intervento su macchinari, illuminazione LED o sistemi di monitoraggio dei consumi.

Anche l’accumulo segue la stessa regola. I sistemi di storage rientrano nella lettera g) e richiedono la combinazione con a) e/o b). Non è sufficiente abbinarli al fotovoltaico.

Gli impianti a terra sono esclusi. Il fotovoltaico è finanziabile solo su edifici o strutture preesistenti: coperture di capannoni, pensiline, tettoie, serre. Un impianto su terreno agricolo o su area libera non rientra in questa misura.

Letto correttamente, non è un ostacolo ma un’indicazione di progettazione: la misura premia i progetti che intervengono sul processo produttivo e usano le rinnovabili per coprirne il fabbisogno. Un pacchetto che combina la sostituzione di un macchinario energivoro, il relamping LED, un sistema di monitoraggio dei consumi e il fotovoltaico in copertura è esattamente ciò che il bando è stato scritto per finanziare, e consente di collocare la quota impianto nella fascia al 45%.

Non sono ammissibili leasing, beni usati, veicoli, opere murarie, personale interno e formazione. Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda e non sono ammesse fatture di importo imponibile inferiore a 1.000 euro. Il vincolo sulla data è un errore frequente: chi ha già ordinato i macchinari o firmato il contratto per l’impianto prima di presentare domanda perde l’ammissibilità di quelle spese.

Stai valutando un impianto sulla copertura del tuo capannone? Parlane con noi prima di firmare qualsiasi ordine.

Perché la diagnosi energetica è il passaggio più critico?

La diagnosi energetica va allegata alla domanda, redatta in conformità alla norma UNI EN 16247 e sottoscritta con firma digitale o elettronica da un tecnico abilitato. Non è un adempimento formale da produrre a valle: è il documento che stabilisce quali interventi sono ammissibili e che dimostra il raggiungimento della soglia del 30% di riduzione delle emissioni.

Ha tre implicazioni concrete.

Definisce il perimetro del progetto. La diagnosi individua gli interventi e le soluzioni impiantistiche oggetto del progetto. Ciò che non è nella diagnosi non entra nel progetto finanziabile. Una diagnosi impostata senza tenere conto delle categorie di spesa dell’Avviso limita l’agevolazione ottenibile anche quando l’investimento avrebbe potuto essere più ampio.

Deve dimostrare la riduzione del 30%. Il calcolo va effettuato rispetto alla situazione ex ante e richiede dati di consumo reali insieme a un’ipotesi progettuale già definita.

Richiede tempo. Tra raccolta dei dati di consumo, sopralluogo, elaborazione e validazione, una diagnosi accurata non si chiude in pochi giorni. Su una procedura a sportello, dove conta l’ordine cronologico di protocollo, questo tempo è il fattore competitivo principale.

Il costo della diagnosi è ammissibile alla lettera h), insieme alle altre spese tecniche, entro il 10% dei costi di progetto. Trovi maggiori dettagli sul nostro servizio di efficientamento energetico per le aziende.

Come funziona la garanzia regionale gratuita?

L’agevolazione ha due componenti che lavorano insieme. Il contributo a fondo perduto è erogato da Finlombarda in un’unica soluzione a saldo, previa verifica della rendicontazione: non è un anticipo, l’impresa sostiene l’investimento e il contributo arriva successivamente. La garanzia regionale gratuita copre a prima richiesta il 70% dell’importo di ogni singolo finanziamento, nel limite del 22,5% del portafoglio complessivo per ciascun soggetto finanziatore, e serve a rendere finanziabile la quota non coperta dal contributo fino al 100% dell’investimento ammissibile.

Parametro del finanziamento garantito Valore
Importo massimo 4.250.000 €
Durata da 3 a 6 anni
Preammortamento da 1 a 2 anni
Tasso di mercato, applicato dal soggetto finanziatore convenzionato
Prima erogazione 20%, 50% o 70% dell’importo, secondo le valutazioni del finanziatore
Saldo a conclusione del progetto
Garanzie aggiuntive richiedibili max 77,5% del finanziamento

Il finanziamento è concesso dai soggetti finanziatori che hanno sottoscritto la convenzione quadro di cui alla D.G.R. n. 7345/2022. Alla domanda va allegata l’attestazione di avvenuta delibera di finanziamento: l’istruttoria bancaria deve quindi essere già conclusa al momento della presentazione, e va avviata in parallelo alla diagnosi, non dopo.

Quali documenti servono e quali sono i tempi?

Alla domanda vanno allegati sette documenti:

  1. Attestazione di delibera di finanziamento di un soggetto finanziatore convenzionato, secondo il format dell’Allegato D.13.b dell’Avviso.
  2. Cronoprogramma nel format disponibile su Bandi e Servizi.
  3. Diagnosi energetica UNI EN 16247, firmata digitalmente da tecnico abilitato.
  4. Moduli antimafia, ove applicabile, con i documenti d’identità dei dichiaranti (D.Lgs. 159/2011).
  5. Modulo per il calcolo della dimensione d’impresa nel format regionale.
  6. Ultime due dichiarazioni fiscali con ricevuta di presentazione, per i soggetti non tenuti al deposito del bilancio.
  7. Modulo di adeguata verifica ai sensi del D.Lgs. 231/2007.

Regione Lombardia raccomanda di verificare che i dati in visura camerale e nel profilo sulla piattaforma Bandi e Servizi siano corretti e aggiornati: un disallineamento blocca la presentazione.

La procedura è valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di invio al protocollo. Non esiste una graduatoria di merito: a parità di ammissibilità conta arrivare prima. L’istruttoria si conclude entro un massimo di 120 giorni solari dalla presentazione.

Ecco i tempi realistici da mettere in conto prima di poter protocollare.

Fase Tempo indicativo Note
Verifica requisiti soggettivi e credit scoring 1 settimana Filtro binario, da fare per primo
Raccolta dati di consumo e sopralluogo 1-2 settimane Servono consumi reali, non stime
Diagnosi energetica UNI EN 16247 3-4 settimane Include il calcolo della riduzione del 30%
Progettazione tecnica e quadro economico 2-3 settimane In parallelo alla diagnosi
Istruttoria bancaria e delibera 4-6 settimane Da avviare in parallelo, non in coda
Predisposizione documentazione e invio 1 settimana

Lavorando in parallelo i tempi si comprimono, ma tra la decisione e il protocollo passano realisticamente due o tre mesi. Su uno sportello a esaurimento risorse è il dato che conta di più.

Sul fronte della dotazione, le risorse complessive ammontano oggi a 28.232.662,12 euro, di cui 20.004.356,82 euro per i contributi a fondo perduto e 8.228.305,30 euro per il Fondo di garanzia. La dotazione iniziale era superiore ed è stata rideterminata con la D.G.R. XII/5775 del 23 febbraio 2026 e il conseguente D.D.U.O. 2950 del 6 marzo 2026.

Quali errori portano alla non ammissibilità?

Dalla struttura dell’Avviso, i rischi si concentrano su punti ricorrenti:

  • spese sostenute prima della presentazione della domanda, inclusi ordini e contratti anteriori;
  • progetto che non raggiunge la riduzione del 30% delle emissioni, o diagnosi che non la dimostra in modo documentato;
  • fotovoltaico o sistemi di accumulo senza interventi delle lettere a) o b);
  • impianti fotovoltaici non realizzati su edifici o strutture preesistenti;
  • investimento inferiore a 100.000 euro;
  • spese sostenute fuori dalla sede dichiarata in domanda;
  • fatture di importo imponibile inferiore a 1.000 euro;
  • assenza della delibera bancaria al momento della presentazione;
  • dati camerali non allineati al profilo su Bandi e Servizi;
  • meno di due bilanci depositati.

Cosa cambia per imprese, privati e Pubbliche Amministrazioni?

Imprese

È il target esclusivo della misura. Le PMI manifatturiere, artigiane e di servizi con sede operativa in Lombardia sono le destinatarie naturali, in particolare quelle con capannoni o sedi produttive dotate di coperture utilizzabili. La combinazione più efficace unisce la sostituzione di impianti produttivi energivori, il relamping e il monitoraggio dei consumi, e il fotovoltaico in copertura con eventuale accumulo. Dopo la modifica di luglio 2026, il contributo regionale è cumulabile con l’iperammortamento entro il 100% dei costi ammissibili.

Privati e residenziali

I privati non possono accedere a questa misura, riservata alle imprese iscritte al Registro delle Imprese. Chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione in Lombardia fa riferimento agli strumenti nazionali: la detrazione IRPEF, l’IVA agevolata e, dove esiste una configurazione attiva sul territorio, la tariffa premio delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Regione Lombardia non ha attivato bandi dedicati al fotovoltaico residenziale.

Pubbliche Amministrazioni

Anche gli enti pubblici sono esclusi da questa misura, che finanzia esclusivamente PMI. I Comuni e gli enti locali lombardi dispongono però di canali dedicati per gli impianti su immobili pubblici a servizio di Comunità Energetiche Rinnovabili, con risorse regionali e del FESR. Le finestre di questi bandi vanno verificate sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia, che pubblica le misure aperte per ambito tematico.

Domande frequenti

Che cos’è il bando Linea Impresa Efficiente? È la misura “Investimenti – Linea Impresa Efficiente” di Regione Lombardia, attivata nell’ambito dell’Azione 2.1.3 del Programma Regionale FESR 2021-2027. Finanzia l’efficientamento energetico delle PMI lombarde con un contributo a fondo perduto e una garanzia regionale gratuita su finanziamento bancario. Il soggetto gestore è Finlombarda S.p.A.

Quanto contributo a fondo perduto si può ottenere? Dipende dal regime di aiuto e dalla dimensione dell’impresa: 45% sugli investimenti in fonti rinnovabili e cogenerazione ad alto rendimento, 20% per micro e piccole imprese e 15% per le medie sulle misure di efficienza energetica, 25% in regime de minimis con un massimo di 250.000 euro.

Il fotovoltaico è finanziabile con questo bando? Sì, ma solo in combinazione con interventi su macchinari, impianti di produzione, attrezzature e hardware, oppure su domotica, illuminazione LED e sistemi di monitoraggio dei consumi. Gli impianti solari fotovoltaici sono inoltre ammissibili solo se realizzati su edifici o su strutture preesistenti come pensiline, tettoie o serre.

Il bando è cumulabile con l’iperammortamento? Sì. Con la D.G.R. 6 luglio 2026 n. XII/6441 e il D.D.U.O. 10 luglio 2026 n. 9324, pubblicato sul BURL il 16 luglio 2026, è ammesso il cumulo con altre agevolazioni compresi gli incentivi fiscali, nel limite del 100% dei costi ammissibili. Resta vietato il cumulo con le agevolazioni derivanti dal PNRR.

Qual è l’investimento minimo per partecipare? Il progetto deve avere un valore compreso tra 100.000 e 5.000.000 di euro.

Serve la diagnosi energetica? Sì, è obbligatoria. Deve essere conforme alla norma UNI EN 16247 e sottoscritta con firma digitale o elettronica da un tecnico abilitato. Il suo costo rientra tra le spese ammissibili, entro il 10% dei costi di progetto.

Serve già una delibera bancaria per presentare domanda? Sì. Tra gli allegati obbligatori figura l’attestazione di avvenuta delibera di finanziamento da parte di un soggetto finanziatore convenzionato, secondo il format previsto dall’Avviso.

Un privato o un Comune possono accedere al bando? No. La misura è riservata alle PMI iscritte al Registro delle Imprese con sede operativa in Lombardia. Privati ed enti pubblici devono fare riferimento ad altri strumenti.

Fonti ufficiali

  • Regione Lombardia, scheda della misura “Investimenti – Linea Impresa efficiente”, codice RLO12025046583, piattaforma Bandi e Servizi
  • Regione Lombardia, D.D.U.O. 10 luglio 2026 n. 9324, attuativo della D.G.R. 6 luglio 2026 n. XII/6441 in materia di cumulabilità, pubblicato sul BURL del 16 luglio 2026
  • Regione Lombardia, D.G.R. 26 maggio 2025 n. XII/4452 e Allegato A, criteri applicativi della misura
  • Regione Lombardia, D.G.R. XII/5775 del 23 febbraio 2026 e D.D.U.O. 2950 del 6 marzo 2026, determinazioni sulla dotazione finanziaria
  • Finlombarda S.p.A., scheda prodotto della misura
  • Portale ProUE di Regione Lombardia, Programma Regionale FESR 2021-2027

Link alle fonti

Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026. Le informazioni hanno finalità divulgativa: per i contenuti vincolanti si rinvia al testo dell’Avviso e alla normativa ufficiale pubblicata da Regione Lombardia. Lo sportello è a esaurimento risorse e le condizioni possono variare.

Come può aiutarti Myenergy

Su una misura come questa il valore non sta nel presentare la domanda, ma nel costruire il progetto in modo che sia ammissibile e che massimizzi l’intensità di aiuto ottenibile. Myenergy realizza impianti fotovoltaici chiavi in mano per le imprese e segue l’intero percorso: verifica preliminare dei requisiti, diagnosi energetica conforme alla norma UNI EN 16247, progettazione del pacchetto di interventi che combina correttamente le categorie di spesa dell’Avviso, dimensionamento dell’impianto e dell’eventuale accumulo sui consumi reali della sede. Seguiamo poi l’installazione e la gestione dell’impianto fino alla rendicontazione entro i 18 mesi previsti.

Se stai valutando un investimento in efficientamento sulla tua sede produttiva lombarda, il momento per verificare l’ammissibilità è adesso: lo sportello è aperto e le risorse sono a esaurimento. Contattaci per una valutazione gratuita.

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