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Incentivi e Agevolazioni

Contributo 40% a fondo perduto e FER X: cosa prevede la legge di bilancio 2027 per il fotovoltaico fino a 1 MW

Myenergy Groupaggiornato il

Manovra 2027: contributo del 40% per il fotovoltaico fino a 1 MW in FER X, con tariffa ridotta al massimo del 35%. Chi può chiederlo, quando e se conviene.

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Aggiornato al 5 novembre 2026

Il disegno di legge di bilancio 2027 prevede un contributo a fondo perduto fino al 40% per i nuovi impianti fotovoltaici fino a 1 MW che accedono al FER X. È la principale novità tra gli incentivi per il fotovoltaico del 2027. In cambio la tariffa FER X scende al massimo del 35% (Allegato 1 del decreto FER X). La tariffa FER X è il prezzo che il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) riconosce per 20 anni su ogni MWh immesso in rete. Conviene soprattutto se l’impianto consuma sul posto gran parte dell’energia che produce, perché il FER X paga solo l’energia immessa in rete.

In sintesi

  • L’articolo 79 del disegno di legge di bilancio 2027 autorizza il GSE a dare contributi in conto capitale, cioè somme per l’investimento che non si restituiscono. Valgono fino al 40% dei costi di investimento ammissibili per impianti fotovoltaici di nuova costruzione fino a 1 MW. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo il 28 ottobre 2026; ora lo esamina il Parlamento.
  • La dotazione è di 1,2 miliardi di euro (800 milioni nel 2028, 200 milioni nel 2029 e 200 milioni nel 2030), per un contingente di 3 GW.
  • Il contributo è riservato a chi accede al FER X definitivo (decreto del 18 giugno 2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, MASE) e si somma alla tariffa FER X. Ma con un contributo del 40% la tariffa FER X scende del 35% per 20 anni.
  • La misura non è ancora operativa: serve l’approvazione della legge entro fine anno e un decreto attuativo MASE-MEF (Ambiente ed Economia) entro 120 giorni dall’entrata in vigore, quindi indicativamente a fine aprile 2027.
  • La regola del cumulo esiste già oggi. L’articolo 15 del decreto FER X ammette contributi in conto capitale fino al 40%, per esempio da bandi regionali o europei, con la stessa riduzione della tariffa.
  • Per un impianto da 200 kW il contributo massimo vale circa 72.000 euro, se il decreto attuativo riconosce il costo di riferimento di 900 €/kW del decreto FER X. In cambio rinunci a circa 27 euro per ogni MWh immesso in rete per 20 anni. Il conto usa la tariffa del FER X transitorio (77 €/MWh): quella del definitivo l’autorità ARERA non l’ha ancora fissata.

Che cosa prevede l’articolo 79 della legge di bilancio 2027?

L’articolo 79 prevede un contributo fino al 40% del costo per chi costruisce un impianto fotovoltaico nuovo fino a 1 MW e accede al FER X. Il FER X è il meccanismo del GSE che paga per 20 anni una tariffa sull’energia rinnovabile immessa in rete. Il Governo ha presentato il testo alla Camera dei Deputati il 30 ottobre 2026 (A.C. 3174). Il 4 novembre 2026 la Camera ne ha stralciato l’articolo 69 comma 8 e gli articoli 105 e 115. L’articolo 79 resta nel testo, ora A.C. 3174-bis, all’esame della Commissione Bilancio.

Questi sono i punti che l’articolo 79 fissa (testo del disegno di legge, A.C. 3174-bis).

Elemento Cosa prevede l’articolo 79
Impianti ammessi Fotovoltaici di nuova costruzione, potenza nominale non superiore a 1 MW
Beneficiari Soggetti che accedono al meccanismo di supporto del DM MASE 18 giugno 2026 (FER X definitivo)
Intensità Contributo in conto capitale non superiore al 40% dei costi di investimento ammissibili
Contingente 3 GW di potenza complessiva
Soggetto gestore GSE, Gestore dei Servizi Energetici
Risorse 2028 800 milioni di euro a carico del bilancio dello Stato (capitolo MASE, trasferiti al GSE)
Risorse 2029 e 2030 200 milioni di euro l’anno, a carico degli oneri generali di sistema destinati alle rinnovabili (la parte della bolletta elettrica che finanzia gli incentivi)
Decreto attuativo MASE di concerto con il MEF, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge

Il 40% è un tetto massimo, non una percentuale garantita: l’intensità effettiva, la definizione dei costi ammissibili e la procedura di accesso saranno fissate dal decreto attuativo. La norma non indica categorie prioritarie di beneficiari né una potenza minima. In teoria rientrano quindi tutti gli impianti fino a 1 MW, dalla copertura industriale alla scuola comunale.

Secondo la Relazione tecnica del disegno di legge (A.C. 3174, Tomo I), il contributo anticipa una parte del sostegno al momento dell’investimento. Così il sostegno richiesto sull’energia prodotta scende di circa il 35%. Il minor fabbisogno di incentivazione è stimato in circa 89 milioni di euro l’anno.

Quando si potrà chiedere il contributo del 40%? Tempi e decreto attuativo

Si potrà chiedere dopo il decreto attuativo MASE-MEF, atteso al più tardi intorno al 1° maggio 2027, con risorse dal 2028. Al 5 novembre 2026 il contributo non è operativo e non c’è nessuno sportello aperto. Mancano tre passaggi.

Passaggio Termine Stato
Approvazione della legge di bilancio 2027 da parte del Parlamento entro il 31 dicembre 2026 in corso (all’esame della Camera)
Decreto attuativo MASE-MEF con criteri, modalità e monitoraggio entro 120 giorni dall’entrata in vigore (indicativamente fine aprile 2027) da adottare
Procedura operativa del GSE e apertura delle richieste da definire nel decreto attuativo da definire

Restano aperti alcuni nodi che il decreto attuativo dovrà sciogliere:

  • la definizione dei costi ammissibili (se comprendano, ad esempio, accumulo, connessione, progettazione);
  • il coordinamento con l’accesso diretto al FER X, che per gli impianti fino a 1 MW avviene dopo l’entrata in esercizio, mentre un contributo all’investimento serve prima;
  • la ripartizione dei 3 GW nelle tre annualità e il trattamento degli impianti realizzati nel 2027, dato che le risorse partono dal 2028;
  • l’ordine di accesso (cronologico o per graduatoria) al raggiungimento del contingente.

Il contingente FER X per l’accesso diretto è di 10 GW per tutte le fonti: i 3 GW della manovra ne valgono il 30%. Il testo potrebbe cambiare durante l’esame parlamentare.

Fondo perduto e FER X: come funziona il cumulo e quanto costa in tariffa

Il FER X era già cumulabile con un contributo a fondo perduto?

Sì. L’articolo 79 non inventa il cumulo: lo finanzia. Il decreto FER X definitivo è il DM MASE 18 giugno 2026, n. 194, in vigore dal 7 agosto 2026. Il suo articolo 15 consente già di cumulare la tariffa con una sola di queste misure:

  • contributi in conto capitale non superiori al 40% del costo dell’investimento, unicamente per impianti di nuova costruzione;
  • fondi di garanzia e fondi di rotazione (ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI);
  • agevolazioni fiscali sotto forma di credito d’imposta o di detassazione del reddito d’impresa per investimenti in macchinari e apparecchiature.

Le tre opzioni sono alternative tra loro. Chi sceglie il contributo in conto capitale rinuncia quindi, per lo stesso impianto, al cumulo con il credito d’imposta o la detassazione. Anche fondi di garanzia e agevolazioni fiscali riducono la tariffa FER X. L’Allegato 1 del decreto li conta come il contributo in conto capitale equivalente, che si calcola con le regole operative del GSE. Il FER X resta inoltre alternativo allo scambio sul posto, che compensa in denaro l’energia immessa con quella prelevata in momenti diversi. È alternativo anche al ritiro dedicato, con cui il GSE compra l’energia immessa a prezzi di mercato. Il regime va scelto prima, perché vale per 20 anni.

Fino a oggi un fondo perduto al 40% cumulabile con il FER X poteva arrivare solo da bandi regionali, fondi europei o misure settoriali. L’articolo 79 crea per la prima volta una fonte statale dedicata, limitata al fotovoltaico fino a 1 MW. Per il quadro completo del meccanismo (accesso diretto, aste, prezzi di esercizio) leggi la nostra guida al decreto FER X definitivo 2026.

Quanto si riduce la tariffa FER X se prendo il contributo del 40%?

Fino al 35%, in proporzione al contributo. L’Allegato 1 del decreto FER X moltiplica la tariffa FER X, che il decreto chiama «prezzo di aggiudicazione», per un fattore (1 − F). F vale 0 senza contributo e sale in linea retta fino al 35% con un contributo del 40% dell’investimento.

Contributo in conto capitale (% investimento) Contributo indicativo su 900 €/kW Riduzione della tariffa FER X (F) Tariffa FER X (% della tariffa piena)
0% 0 €/kW 0% 100%
10% 90 €/kW 8,75% 91,25%
20% 180 €/kW 17,5% 82,5%
30% 270 €/kW 26,25% 73,75%
40% (massimo) 360 €/kW 35% 65%

Il contributo non si restituisce, ma riduce per 20 anni la tariffa FER X sull’energia immessa in rete.

Il valore di 900 €/kW è il costo di investimento che l’Allegato 1 del decreto FER X indica per il fotovoltaico. Il contributo reale dipenderà dai costi ammissibili che fisserà il decreto attuativo. Rapportando le risorse al contingente (1,2 miliardi su 3 GW), la disponibilità media è di circa 400 €/kW.

Per gli impianti fino a 1 MW la tariffa FER X la fissa ARERA. Al 5 novembre 2026 la delibera per il regime definitivo non risulta pubblicata. Il riferimento più recente è la delibera ARERA 339/2025/R/efr del 22 luglio 2025: per il FER X transitorio fissa 77 €/MWh per il fotovoltaico fino a 1 MW. Con un contributo del 40%, quella tariffa scenderebbe a circa 50 €/MWh.

Conviene il contributo del 40% o la tariffa FER X piena?

Conviene se l’impianto consuma sul posto buona parte dell’energia, perché il FER X paga solo l’energia immessa in rete. Nell’esempio da 200 kW, con metà dell’energia immessa, il contributo vale circa 72.000 euro contro circa 40.000 euro di tariffa persa in valore attuale. Sopra circa l’89% di energia immessa, con il capitale al 5%, conviene la tariffa FER X piena. Il contributo in conto capitale, invece, si calcola sull’intero investimento: più alto è l’autoconsumo, più pesa rispetto a ciò a cui si rinuncia.

Prendiamo un impianto da 200 kW su copertura industriale, con costo di investimento di riferimento di 900 €/kW (180.000 euro) e producibilità di 1.200 kWh per kW l’anno (240 MWh). Usiamo come riferimento la tariffa del FER X transitorio, 77 €/MWh: quella del definitivo non è ancora fissata e può essere diversa.

I valori «attualizzati» tengono conto che un euro incassato oggi vale più di un euro incassato tra quindici anni. Così si confronta in modo corretto un contributo immediato con una rinuncia spalmata su 20 anni.

Voce Tariffa piena Con contributo 40%
Contributo incassato 0 € 72.000 €
Tariffa FER X sull’energia immessa 77 €/MWh 50,05 €/MWh
Rinuncia per ogni MWh immesso 0 € 26,95 €/MWh
Rinuncia annua con 50% di immissione (120 MWh) 0 € 3.234 €/anno
Rinuncia in 20 anni, 50% immissione, valore nominale 0 € 64.680 €
Rinuncia in 20 anni, 50% immissione, attualizzata al 5% 0 € circa 40.300 €
Rinuncia in 20 anni, 100% immissione, attualizzata al 5% 0 € circa 80.600 €

Due letture pratiche:

  • con autoconsumo attorno al 50%, il contributo conviene: 72.000 euro oggi contro circa 40.000 euro di tariffa rinunciata in valore attuale;
  • con immissione quasi totale (impianto in cessione, terreno, copertura di un capannone con consumi bassi), la tariffa FER X piena torna competitiva. Il punto di indifferenza, al 5% di costo del capitale, si colloca intorno all’89% di energia immessa; al 3% scende verso il 75%.

Attenzione a una conseguenza poco visibile: con il contributo al 40% la tariffa FER X scende intorno ai 50 €/MWh per 20 anni. Da 200 kW in su il FER X è un contratto per differenza a due vie (articolo 12 del decreto FER X). Se il mercato paga più della tariffa FER X, la differenza va restituita al GSE. Chi si aspetta prezzi di mercato alti deve mettere a confronto anche l’opzione «ritiro dedicato senza FER X».

Se vuoi una prima stima della taglia e del costo del tuo impianto, puoi partire dal simulatore del costo dell’impianto fotovoltaico e poi ragionare sui due scenari.

Il bilancio va comunque costruito sui dati reali: profilo di consumo, taglia, costo effettivo al kW, costo del finanziamento. È il lavoro che facciamo in fase di progettazione di un impianto fotovoltaico aziendale: chiedi a Myenergy un’analisi del tuo caso prima di scegliere tra contributo e tariffa piena.

Il contributo del 40% per le imprese: che cosa cambia nella pianificazione?

Cambia il business plan, che va fatto in due scenari: tariffa FER X piena e contributo del 40%. Per un’impresa con una copertura disponibile resta centrale l’accesso diretto sotto 1 MW, già oggi la strada più semplice: nessuna asta, nessun ribasso, tariffa fissata da ARERA.

  • I requisiti FER X restano tutti. Lavori avviati dal 7 agosto 2026 in poi. Impianto registrato su GAUDÌ, l’anagrafe degli impianti di produzione gestita da Terna. Richiesta al GSE entro 90 giorni dall’entrata in esercizio (articoli 3 e 11 del decreto FER X). Fino a 180 giorni si può ancora, ma si perde la tariffa dall’entrata in esercizio alla richiesta. Rispetto del principio DNSH, cioè nessun danno significativo all’ambiente. Il contributo si aggiunge a queste condizioni, non le sostituisce.
  • Una sola forma di cumulo. Chi prende il contributo in conto capitale non può cumulare la tariffa FER X con il credito d’imposta o la detassazione. Per molte PMI la scelta sarà tra contributo del 40% e iperammortamento 2026: il primo riduce il capitale da finanziare, il secondo riduce le imposte negli anni successivi. Leggiamo l’iperammortamento come «detassazione dal reddito di impresa» dell’articolo 15, lettera c: in questa lettura abbassa la tariffa FER X come il contributo. Nessun atto del GSE lo dice ancora in modo esplicito.
  • Il cumulo è già possibile oggi con contributi regionali o europei al 40%, con la stessa rimodulazione: chi ha accesso a un bando territoriale non deve aspettare il 2028.
  • Chi progetta ora deve verificare la soglia di immissione in rete che rende conveniente l’uno o l’altro scenario.

Il rischio concreto sono i tempi. Un cantiere avviato prima del decreto attuativo potrebbe restare fuori dai costi ammissibili, come già succede con l’avvio dei lavori per il FER X. Per i requisiti di accesso al FER X del tuo impianto il riferimento è il GSE, con le regole operative del FER X definitivo e il suo contact center. La scelta fra contributo e iperammortamento la verifichi con il tuo commercialista. Se hai un progetto pronto, i tecnici Myenergy calcolano i due scenari sul tuo impianto: procedere subito con il FER X o attendere il contributo.

Il contributo del 40% per i privati: riguarda anche il fotovoltaico di casa?

Formalmente sì, perché la norma fissa solo un tetto di 1 MW e nessuna potenza minima. Il «40% a fondo perduto» che molti privati cercano è un’altra misura: il contributo PNRR per le comunità energetiche rinnovabili (CER) nei comuni sotto i 50.000 abitanti. Le domande si sono chiuse il 30 novembre 2025. Le richieste, 1.456 milioni di euro, hanno superato le risorse, oggi 1.041,5 milioni, e il GSE doveva firmare gli accordi di concessione entro il 31 agosto 2026. Oggi non si possono presentare nuove domande.

Nella pratica, per un impianto domestico da 3 a 6 kW difficilmente sarà lo strumento giusto, per tre ragioni:

  • il FER X è alternativo allo scambio sul posto e al ritiro dedicato e comporta adempimenti (GAUDÌ, convenzione GSE, verifica DNSH) sproporzionati per un impianto nato per l’autoconsumo;
  • su 900 €/kW il contributo massimo per un 6 kW vale circa 2.160 euro, a fronte di una tariffa ridotta per 20 anni;
  • l’articolo 15 ammette il cumulo del FER X solo con contributi fino al 40%, fondi di garanzia, credito d’imposta o detassazione del reddito d’impresa. La detrazione fiscale per le ristrutturazioni non è nell’elenco, quindi non si somma al FER X.

Nel 2026 per la casa restano due strumenti operativi: la detrazione fiscale per il fotovoltaico e la partecipazione a una comunità energetica rinnovabile. La comunità riceve per 20 anni una tariffa sull’energia condivisa.

Discorso diverso per il privato che possiede un terreno o un fabbricato ampio e vuole realizzare un impianto di taglia commerciale: in quel caso valgono le stesse valutazioni delle imprese.

Il contributo del 40% per la Pubblica Amministrazione: quali condizioni?

Comuni, scuole e aziende sanitarie accedono al FER X con le stesse regole degli altri operatori. Sono beneficiari naturali del contributo: un impianto su un edificio pubblico resta quasi sempre sotto 1 MW e l’ente, spesso, non ha il capitale iniziale.

Tre aspetti da tenere presenti:

  • tetto del 40%: con il FER X i contributi in conto capitale non possono superare il 40% dell’investimento, e la stessa spesa non si copre due volte. Un impianto già finanziato al 40% da fondi regionali o PNRR non potrà sommare il contributo dell’articolo 79;
  • rimodulazione della tariffa: anche per la PA la tariffa FER X scende fino al 35%, quindi il piano economico-finanziario della gara o della concessione va costruito sulla tariffa ridotta;
  • tempistiche: la richiesta di accesso al FER X va presentata entro 90 giorni dall’entrata in esercizio. Per gli enti che procedono con gara pubblica, i tempi di affidamento si sommano a quelli di autorizzazione e connessione.

Per gli enti che stanno programmando interventi di efficientamento, il contributo dell’articolo 79 va letto insieme agli altri strumenti disponibili: trovi un quadro nella sezione Myenergy per la Pubblica Amministrazione.

In cosa il contributo del 40% è diverso da PNRR CER e Agrisolare?

Misura Chi Dove Stato al 5 novembre 2026 Effetto sulla tariffa
Articolo 79 legge di bilancio 2027 Nuovi impianti FV fino a 1 MW in FER X Tutta Italia Non operativo; risorse dal 2028 Tariffa FER X ridotta fino al 35%
Cumulo art. 15 DM FER X con bandi regionali/UE Nuovi impianti in FER X Dove esiste un bando territoriale Possibile da subito Tariffa FER X ridotta fino al 35%
Contributo PNRR CER (comuni sotto 50.000 abitanti) Impianti in CER o gruppi di autoconsumo Comuni sotto 50.000 abitanti Domande chiuse il 30 novembre 2025 Tariffa premio CER ridotta fino al 50%
Parco Agrisolare Imprese agricole e agroindustriali Tutta Italia Sportello 2026 chiuso il 9 aprile 2026 Con il FER X solo se il contributo non supera il 40% (art. 15 DM FER X)

Domande frequenti sul contributo del 40% e il FER X

Chi può ottenere il contributo del 40% per il fotovoltaico previsto dalla legge di bilancio 2027?

Chi costruisce un impianto fotovoltaico nuovo fino a 1 MW e accede al FER X definitivo (DM MASE 18 giugno 2026). Lo prevede l’articolo 79 del disegno di legge di bilancio 2027, che il Parlamento non ha ancora approvato e può cambiare. La norma non individua altre categorie né una potenza minima; i requisiti di dettaglio arriveranno con il decreto attuativo.

Il contributo del 40% è un fondo perduto?

Sì, nel testo del disegno di legge, che il Parlamento può ancora cambiare: è un contributo in conto capitale, cioè una somma per l’investimento che non va restituita. Ha due costi. La tariffa FER X sull’energia immessa in rete scende fino al 35% per 20 anni. Sullo stesso impianto non puoi più usare credito d’imposta, iperammortamento o fondi di garanzia (articolo 15 del decreto FER X).

Il contributo si somma alla tariffa FER X?

Sì, ma la tariffa FER X scende: del 35% con un contributo del 40%. Con contributi più bassi la riduzione è proporzionale, per esempio 17,5% con un contributo del 20%.

Quando si potrà fare domanda?

Dopo il decreto attuativo MASE-MEF, che deve arrivare al più tardi intorno al 1° maggio 2027. La legge entra in vigore il 1° gennaio 2027 (articolo 157 del disegno di legge), se il Parlamento la approva entro il 31 dicembre 2026. Il decreto va adottato entro 120 giorni da quella data; poi il GSE deve aprire la procedura. Le risorse sono stanziate a partire dal 2028.

Il FER X è già cumulabile oggi con un contributo a fondo perduto?

Sì. L’articolo 15 del DM FER X definitivo ammette contributi in conto capitale fino al 40% dell’investimento, per i soli impianti nuovi, con la stessa riduzione della tariffa. Oggi possono arrivare da bandi regionali, fondi europei o misure settoriali.

Posso cumulare il contributo del 40%, il FER X e l’iperammortamento?

No. L’articolo 15 del decreto FER X ammette il cumulo con una sola misura: contributo in conto capitale, fondi di garanzia oppure agevolazioni fiscali sul reddito d’impresa. Quindi contributo e iperammortamento si escludono sullo stesso impianto. Verifica la scelta con il tuo commercialista.

Gli impianti esistenti o i potenziamenti possono accedere al contributo?

No. Sia l’articolo 79 sia l’articolo 15 del FER X limitano il contributo in conto capitale agli impianti di nuova costruzione. Rifacimenti e potenziamenti possono accedere al FER X, ma non al contributo.

Conviene aspettare il contributo o realizzare subito l’impianto con il FER X?

Dipende dalla quota di energia immessa in rete e dal costo del capitale. Con autoconsumo elevato il contributo tende a convenire, ma non è ancora certo che gli impianti realizzati nel 2027 rientrino nelle risorse del 2028. Chi ha consumi alti e un progetto pronto può valutare di procedere con il FER X senza attendere.

Fonti ufficiali

Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026. L’articolo 79 è contenuto in un disegno di legge non ancora approvato: il testo può cambiare nell’iter parlamentare. La delibera ARERA sulla tariffa FER X del regime definitivo per gli impianti fino a 1 MW non risulta pubblicata alla data di aggiornamento. Aggiorneremo l’articolo a ogni passaggio attuativo.

Come può aiutarti Myenergy

Myenergy progetta, installa e gestisce impianti fotovoltaici per aziende e capannoni e segue le pratiche per gli incentivi. Sul contributo del 40% il lavoro utile inizia prima dello sportello. Dimensioniamo l’impianto sui consumi reali e stimiamo la quota di energia immessa in rete. Poi confrontiamo «contributo più tariffa FER X ridotta» con «tariffa FER X piena» sui 20 anni. Ci occupiamo anche dell’iter completo, dall’autorizzazione alla connessione, fino alla richiesta di accesso al FER X sul portale GSE. Se stai valutando un impianto fino a 1 MW e vuoi arrivare pronto all’apertura del contributo, chiedi una valutazione del tuo impianto.

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