Aggiornato al 10 settembre 2026
In sintesi
- Chi: Comuni (anche associati), Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città metropolitana, per edifici di loro proprietà senza attività economica.
- Quanto: contributo a fondo perduto fino al 100% della spesa ammissibile, massimo 350.000 € per domanda. Dotazione totale: 11,5 milioni di euro.
- Cosa: rimozione e smaltimento di manufatti con amianto e ripristino, compresi pannelli fotovoltaici o solari termici entro percentuali massime.
- Quando: domande dalle 9:00 dell’8 settembre alle 16:00 del 10 novembre 2026, solo sul portale Bandi e Servizi.
- Come si sale in graduatoria: quantità di amianto rimossa, indice di degrado, progetto esecutivo (+5 punti), convenzione per lo smaltimento da privati (+5 punti).
- Attenzione: il contributo arriva a saldo, a lavori finiti e rendicontati. L’Ente deve anticipare la spesa.
Una scuola, una palestra o un magazzino comunale con il tetto in cemento-amianto? Fino al 10 novembre 2026 il Comune può chiedere a Regione Lombardia i contributi per la rimozione dell’amianto. Il contributo copre fino al 100% di bonifica, nuova copertura e impianto fotovoltaico.
Questa guida riassume regole, spese ammesse, criteri di graduatoria, errori da evitare e i passaggi da completare prima della scadenza.
Cos’è il bando amianto 2026 di Regione Lombardia?
È una misura a fondo perduto approvata con la D.G.R. n. XII/5734 del 9 febbraio 2026, che ne ha fissato i criteri. L’ha resa operativa il decreto n. 2486 del 26 febbraio 2026, pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL, Supplemento ordinario n. 10 del 5 marzo 2026). La dotazione complessiva è di 11,5 milioni di euro, provenienti da risorse regionali.
Finanzia la rimozione di cemento-amianto (coperture, canne fumarie, tubazioni, vasche), pavimenti in vinyl-amianto e amianto friabile. È ammessa anche la realizzazione dei manufatti che sostituiscono quelli rimossi: nuova copertura e, se previsto, impianto fotovoltaico o solare termico. Per le altre agevolazioni regionali e nazionali in vigore quest’anno, vedi la guida agli incentivi fotovoltaico in Lombardia 2026.
Quali enti pubblici possono presentare domanda?
Possono partecipare solo gli Enti locali lombardi: Comuni, anche in forma associata, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città metropolitana di Milano. Le condizioni principali sono tre.
L’edificio deve essere di proprietà dell’Ente richiedente. Non conta chi lo usa. Una scuola di proprietà del Comune in uso alla Città metropolitana va candidata dal Comune, e viceversa. La nuda proprietà è ammessa.
Nell’edificio non deve svolgersi attività economica. Sono ammessi immobili dati in uso a terzi gratuitamente o a prezzi simbolici. L’affitto a prezzi di mercato è ammesso solo come uso marginale: meno del 20% dei giorni in cui l’edificio viene effettivamente usato nell’anno. Le prove vanno conservate per 10 anni, come precisato nelle FAQ ufficiali della Regione.
L’amianto deve essere già denunciato all’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) competente prima dell’invio della domanda. Se le quantità reali differiscono da quelle denunciate, non serve una nuova denuncia.
Quali spese copre il contributo per la rimozione dell’amianto?
| Voce di spesa | Ammissibile | Limite |
|---|---|---|
| Rimozione, trasporto e smaltimento dell’amianto e degli altri materiali rimossi (coppi, guaine, lane minerali) | Sì | — |
| Ripristino: nuova copertura, canali di gronda, lattonerie, pannelli fotovoltaici o solari termici | Sì | Percentuale massima della spesa di rimozione e smaltimento: fino al 200% per coperture in cemento-amianto, 100% per pavimenti in vinyl-amianto, 50% per amianto friabile e manufatti interni |
| Oneri della sicurezza e costi amministrativi (ponteggi, allestimento cantiere, piano di lavoro) | Sì | — |
| Spese tecniche (progettazione, direzione lavori, coordinamento sicurezza) | Sì | Massimo 10% delle spese ammesse |
| IVA sulle voci ammissibili | Sì | — |
| Rinforzi strutturali per la posa della nuova copertura | Caso per caso | Solo se strettamente necessari |
| Bonifica di terreno contaminato | No | — |
È ammesso anche un progetto di riqualificazione più ampio. In quel caso quadro economico e computo metrico devono separare in modo chiaro le voci di rimozione, smaltimento e sostituzione.
Il fotovoltaico rientra nel contributo?
Sì, come parte del ripristino della copertura. Non è obbligatorio: il bando ammette anche la sola rimozione, ad esempio prima di una demolizione.
Il punto da pianificare è il tetto di spesa del ripristino, che si calcola sulla spesa di rimozione e smaltimento. Un esempio puramente illustrativo: se rimozione e smaltimento di una copertura in cemento-amianto costano 80.000 €, nuova copertura e fotovoltaico insieme possono arrivare a 160.000 €. A questo si sommano sicurezza, spese tecniche e IVA. Il contributo complessivo resta comunque entro i 350.000 € per domanda.
Tre indicazioni per progettare bene la parte fotovoltaica:
- Dimensionare l’impianto sui consumi dell’edificio. Scuole e uffici consumano soprattutto di giorno, in coincidenza con la produzione: l’autoconsumo massimizza il risparmio in bolletta.
- Separare le voci nel computo. Copertura e fotovoltaico vanno esposti in modo distinto rispetto alla bonifica, come richiesto dalle regole del bando.
- Verificare la destinazione dell’energia. Il requisito di assenza di attività economica riguarda l’edificio. Se si ipotizzano cessione di energia a terzi o l’ingresso in una comunità energetica comunale, conviene chiedere conferma alla Regione prima della domanda.
Come viene stilata la graduatoria?
La selezione è valutativa a graduatoria, non in ordine di arrivo. Secondo le FAQ ufficiali, il criterio principale è la quantità di amianto rimossa: metri quadrati per coperture e pavimenti, chilogrammi per altri manufatti e amianto friabile. Sono previste premialità per:
- alto indice di degrado (ID) della copertura;
- progetto esecutivo invece del solo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), +5 punti;
- convenzione attiva con imprese autorizzate per la raccolta di piccole quantità di amianto dai privati del territorio, +5 punti.
La graduatoria resta aperta: le domande idonee non finanziate subito possono esserlo in seguito, se si liberano risorse.
Quali sono le scadenze e i tempi del bando?
| Passaggio | Data o termine |
|---|---|
| Inizio lavori ammissibile | Dal 9 febbraio 2026 (spese tecniche preliminari anche prima) |
| Apertura domande | 8 settembre 2026, ore 9:00 |
| Chiusura domande | 10 novembre 2026, ore 16:00 |
| Conclusione e rendicontazione | Entro 24 mesi dall’assegnazione del contributo |
| Proroga | Massimo 365 giorni, solo per cause di forza maggiore motivate |
| Erogazione | In un’unica soluzione a saldo, dopo la rendicontazione |
Chi ha già concluso i lavori, purché iniziati dal 9 febbraio 2026, può presentare domanda e passare direttamente alla rendicontazione in caso di finanziamento.
Come preparare la domanda in tempo?
- Verificare la denuncia ATS dei manufatti e, se manca, inviarla subito.
- Generare il CUP (Codice Unico di Progetto). Una domanda corrisponde a un CUP. Più edifici possono avere domande separate, ognuna con il proprio massimale di 350.000 €, oppure un’unica domanda con un solo massimale.
- Approvare almeno il PFTE con provvedimento dell’Ente. Arrivare con il progetto esecutivo vale 5 punti in più.
- Costruire il quadro economico con voci distinte per rimozione, smaltimento, ripristino, fotovoltaico, sicurezza e spese tecniche.
- Documentare l’assenza di attività economica, in particolare per i locali concessi a terzi.
- Pianificare la cassa. Il contributo arriva a saldo: l’Ente può accertarlo alla concessione, ma deve anticipare i pagamenti, anche con un mutuo.
- Inviare la domanda su Bandi e Servizi senza attendere gli ultimi giorni.
Quali errori fanno escludere la domanda?
Le FAQ ufficiali chiariscono diversi casi di non ammissibilità. I più frequenti:
- Edificio non di proprietà dell’Ente. Gli immobili del Demanio in concessione e i beni confiscati non ancora intestati al Comune non sono ammissibili.
- Quote di società partecipate. Se l’immobile è in parte di una partecipata, si finanzia solo la quota di proprietà dell’Ente.
- Denuncia ATS tardiva. Deve essere stata inviata prima della domanda di contributo.
- Uso economico oltre la soglia. Concessioni a prezzi di mercato oltre il 20% dei giorni di utilizzo rendono l’edificio non ammissibile.
- Spese già finanziate. Le voci coperte da altri contributi regionali non possono essere finanziate una seconda volta.
- Bonifica del terreno. Lo smaltimento di terreno contaminato è bonifica di un sito, non rimozione di manufatti edilizi, e resta escluso.
- Quadro economico indistinto. Senza voci separate per rimozione, smaltimento e sostituzione, la spesa ammissibile non si può valutare.
Domande frequenti
Il bando amianto Lombardia 2026 è a sportello o a graduatoria?
È a graduatoria valutativa, non in ordine di arrivo. La graduatoria resta aperta e può essere finanziata anche successivamente, nei limiti delle risorse disponibili.
Si può chiedere il contributo se i lavori sono già conclusi?
Sì, se i lavori sono iniziati dal 9 febbraio 2026. In caso di finanziamento l’Ente passa direttamente alla rendicontazione. Le spese tecniche preliminari possono essere anche precedenti.
Si può rimuovere una copertura in amianto già incapsulata?
Sì. La sostituzione di una copertura in cemento-amianto incapsulata in passato con una nuova soluzione senza amianto è finanziabile, ed è considerata la scelta tecnica preferibile.
Il bando copre l’amianto nei cimiteri comunali?
Sì, per le parti di proprietà del Comune, come loculi e ossari, anche se date in concessione. Sono escluse le cappelle e le edicole funerarie di proprietà privata.
Per un edificio vincolato serve allegare l’autorizzazione della Soprintendenza?
No, non va allegata alla domanda. Serve l’atto di approvazione del progetto da parte dell’Ente, che dovrà comunque acquisire tutti i pareri e nulla osta previsti dalla legge. Per il fotovoltaico su edifici tutelati vedi la nostra guida ai vincoli paesaggistici.
Un edificio comunale concesso a terzi è ammissibile?
Sì, se è concesso gratuitamente o a prezzi simbolici, oppure a prezzi di mercato per meno del 20% dei giorni di effettivo utilizzo annuo. La documentazione va conservata per 10 anni.
Quando viene erogato il contributo?
In un’unica soluzione a saldo, dopo la conclusione dei lavori e la rendicontazione sul portale Bandi e Servizi. I lavori vanno conclusi e rendicontati entro 24 mesi dall’assegnazione.
Fonti ufficiali
- Regione Lombardia – Scheda del bando su Bandi e Servizi
- Regione Lombardia – FAQ ufficiali del bando (versione 20/05/2026)
- ANCI Lombardia – Circolare sui criteri del bando
- ANCE Brescia – Pubblicazione del decreto sul BURL
Myenergy per la Pubblica Amministrazione
Myenergy progetta e realizza impianti fotovoltaici per enti pubblici a Milano, in Lombardia e sul territorio nazionale, con clienti come Poste Italiane, Grandi Stazioni Rail e MM S.p.A.
Per il bando amianto facciamo il sopralluogo della copertura e forniamo stime per nuovo tetto e impianto fotovoltaico. Sono utili per il quadro economico del progetto e per l’indagine di mercato prevista dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023).
Scopri i servizi dedicati nella pagina fotovoltaico per la Pubblica Amministrazione. Per coperture in amianto su capannoni aziendali gli incentivi sono diversi: li trovi nella guida allo smaltimento amianto e fotovoltaico per le aziende.
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