Per chi trasforma e commercializza prodotti agricoli, l’energia elettrica è una delle voci di costo più pesanti e più imprevedibili. Refrigerazione, celle frigorifere, molitura, pastorizzazione, linee di confezionamento: i processi agroalimentari assorbono molta energia, e le oscillazioni dei prezzi degli ultimi anni hanno ridotto i margini di cantine, oleifici, caseifici e stabilimenti ortofrutticoli.
La Regione Puglia, con l’intervento SRD13 del Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027, mette a disposizione 40 milioni di euro per sostenere gli investimenti di queste imprese. Tra le spese finanziabili rientra anche la realizzazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo aziendale, con un contributo a fondo perduto che per le PMI arriva fino al 50% della spesa ammissibile. In questo articolo ci concentriamo proprio su questo aspetto — come il bando può finanziare il tuo impianto fotovoltaico — spiegando in modo chiaro requisiti, vantaggi e come funziona davvero la selezione.
In sintesi
- Misura: SRD13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli (CSR Puglia 2023-2027)
- Dotazione: 40.000.000 €
- Contributo: fondo perduto fino al 50% per le PMI, 25% per le grandi imprese
- Spesa minima ammissibile: 200.000 € per domanda · massima: 4.000.000 €
- Fotovoltaico: ammesso solo per autoconsumo, fino a 1 MW elettrico
- Finestra domande: dal 26 maggio al 16 luglio 2026 (ore 12:00)
- Procedura: valutativa a graduatoria, con punteggio minimo di accesso
Che cos’è il bando SRD13 della Regione Puglia
Il SRD13 – “Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli” è un intervento del CSR Puglia 2023-2027, la programmazione regionale che attua la nuova Politica Agricola Comune (PAC). L’obiettivo è rafforzare competitività, innovazione e sostenibilità delle imprese agroalimentari pugliesi.
Il bando si articola in due Azioni complementari:
- Azione 1 – Modernizzazione dei processi produttivi e gestionali: ristrutturazione e ammodernamento di immobili, acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, miglioramento tecnologico e della qualità del prodotto.
- Azione 2 – Produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo aziendale: realizzazione di impianti da fonti rinnovabili (tra cui il fotovoltaico) e sistemi per il recupero termico, esclusivamente per l’autoconsumo.
Un’impresa può presentare un progetto che combina le due Azioni: ad esempio rinnovare una linea di confezionamento e, allo stesso tempo, coprire il tetto del capannone con un impianto fotovoltaico che ne alimenta i consumi.
A chi è rivolto (e chi resta escluso)
Il bando è riservato alle imprese, singole o associate (comprese cooperative e consorzi), che svolgono attività di trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli compresi nell’Allegato I del TFUE, con esclusione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Alcuni punti importanti da chiarire subito:
- ✅ Ammesse: le imprese che trasformano e/o commercializzano materie prime agricole (oleifici, cantine, caseifici, conservifici, stabilimenti ortofrutticoli, salumifici). Il prodotto finale può anche non rientrare nell’Allegato I, purché derivi da materie prime agricole ammissibili.
- ❌ Escluse: le imprese in difficoltà e quelle con determinate posizioni debitorie o irregolarità (requisiti di ammissibilità del bando).
- 🔎 Vincolo sulla materia prima: quando il beneficiario è anche produttore agricolo, la materia prima lavorata deve provenire in misura prevalente (almeno il 66%) da soggetti terzi; negli altri casi almeno il 10% deve provenire da produttori agricoli, singoli o associati.
Hanno priorità in graduatoria le domande delle imprese attive nei comparti oleario, zootecnico (latte e carne) e ortofrutticolo.
Perché conviene usarlo per il fotovoltaico
Il SRD13 finanzia molte tipologie di investimento, ma per un’impresa agroalimentare il fotovoltaico per l’autoconsumo è spesso la voce con il ritorno più immediato e misurabile.
1. Tagli la voce di costo più imprevedibile
Autoprodurre energia rende indipendente una parte rilevante del fabbisogno elettrico dalle oscillazioni del mercato. Per uno stabilimento a ciclo continuo o con picchi stagionali (campagna olearia, vendemmia, raccolta), significa bollette più basse e prevedibili e una marginalità più solida.
2. Il fondo perduto accorcia i tempi di rientro
Con un contributo fino al 50% per le PMI, il tempo di ammortamento dell’impianto si riduce in modo netto rispetto a un’installazione interamente autofinanziata. Il capitale liberato resta disponibile per il core business.
3. Zero consumo di suolo, iter più semplici
L’installazione sulle coperture dei fabbricati produttivi non sottrae superficie agricola e gode in genere di procedure autorizzative più snelle rispetto agli impianti a terra. È un aspetto particolarmente rilevante in Puglia, dove la normativa regionale ha introdotto limiti stringenti al fotovoltaico a terra sui terreni agricoli.
4. Più valore all’immobile e al brand
Un impianto fotovoltaico aumenta il valore patrimoniale dello stabilimento e rafforza il posizionamento dell’azienda su un mercato della filiera sempre più attento alla sostenibilità.
Cosa finanzia, lato impianto
Per l’Azione 2 il bando ammette gli investimenti in impianti da fonti rinnovabili per l’autoconsumo aziendale, con questi paletti tecnici:
- Solo autoconsumo: l’energia prodotta deve essere commisurata al fabbisogno energetico complessivo dell’impresa (principio di proporzionalità). Non è prevista la vendita dell’energia in rete.
- Potenza massima: fino a 1 MW per gli impianti di produzione di energia elettrica (e fino a 3 MWt per quelli termici).
- Fonti ammesse: solare (fotovoltaico), eolica, biogas e biomassa (con i vincoli previsti).
- Spese generali: progettazione, studi di fattibilità e consulenze tecniche sono ammissibili anche se sostenute fino a 24 mesi prima della domanda.
Importante (effetto incentivo): i lavori e gli acquisti non devono iniziare prima della presentazione della Domanda di Sostegno. Fanno eccezione le attività preparatorie (progettazione, autorizzazioni). Avviare l’impianto prima della domanda significa perdere l’ammissibilità della spesa.
Quanto vale e quanto si può investire
- Forma del contributo: sovvenzione in conto capitale (fondo perduto).
- Intensità dell’aiuto: fino al 50% per le PMI, fino al 25% per le grandi imprese.
- Spesa minima ammissibile: 200.000 € per domanda (se il progetto combina Azione 1 e Azione 2, il minimo si applica alla somma).
- Spesa massima ammissibile: 4.000.000 € per operazione e per beneficiario nel periodo 2023-2027.
- Nota de minimis: quando il prodotto finale non rientra nell’Allegato I del TFUE, il contributo è concesso in regime “de minimis”, con un tetto di 300.000 € nell’arco di tre anni.
Attenzione: non è un contributo automatico
È l’aspetto più importante da capire prima di investire tempo e risorse nella domanda.
A differenza dei bandi “a sportello” (dove conta l’ordine di arrivo), il SRD13 è una procedura valutativa a graduatoria. Questo significa che:
- La coerenza del progetto non basta. Anche un progetto tecnicamente valido non riceve il contributo in automatico: viene inserito in una graduatoria e confrontato con gli altri.
- C’è una soglia di sbarramento. Il bando fissa un punteggio minimo di accesso: le domande che non lo raggiungono non sono ammissibili al finanziamento, a prescindere dalla qualità dell’impianto. <!– Note interne: soglia indicata in 30 punti — verificare sul par. 17 “Criteri di selezione” dell’Avviso. –>
- Bisogna risultare in posizione utile. Superata la soglia, il contributo viene concesso seguendo la graduatoria fino a esaurimento dei 40 milioni disponibili: chi resta sotto la linea, pur “idoneo”, può non essere finanziato.
- Molti punti dipendono dalle caratteristiche dell’azienda. I criteri premiano in buona parte elementi strutturali del richiedente e del comparto (con priorità a oleario, zootecnico latte e carne, ortofrutticolo), più che la singola scelta tecnica sull’impianto fotovoltaico.
Cosa significa in pratica. Il fotovoltaico è quasi sempre un investimento valido di per sé, anche senza contributo. Ma se l’obiettivo è ottenere il fondo perduto del SRD13, conviene fare prima un’analisi di posizionamento: stimare il punteggio raggiungibile in base alle caratteristiche dell’azienda e capire se ci sono i presupposti per entrare in posizione utile. Presentare una domanda che non supererà la soglia significa solo sostenere costi di istruttoria a vuoto.
Come e quando presentare la domanda
Le domande si presentano dal 26 maggio al 16 luglio 2026 (entro le ore 12:00), esclusivamente per via telematica tramite il portale SIAN e la piattaforma regionale E.I.P. (www.pma.regione.puglia.it), con il supporto di un CAA o di un libero professionista abilitato.
La documentazione richiesta è articolata: serve in particolare un Piano aziendale (Elaborato Informatico Progettuale) che dimostri la coerenza tecnica, economica e finanziaria dell’investimento, oltre a elaborati tecnici, preventivi e verifiche sugli immobili. Considerando i tempi necessari a dimensionare l’impianto, raccogliere i preventivi e predisporre la pratica, il margine utile prima della scadenza è limitato: conviene muoversi con anticipo.
Conclusione
Il bando SRD13 della Regione Puglia è un’occasione concreta per le imprese di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che vogliono abbattere i costi energetici con il fotovoltaico, contando su un contributo a fondo perduto fino al 50% per le PMI. La chiave, però, è la consapevolezza: non è un automatismo, ma una graduatoria con una soglia d’accesso e una dotazione limitata. Capire in anticipo se la propria azienda ha i numeri per rientrare in posizione utile è il primo passo per non sprecare l’opportunità.
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FAQ
Il bando SRD13 Puglia finanzia solo il fotovoltaico? No. Il SRD13 finanzia un’ampia gamma di investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli (immobili, macchinari, processi) e, con l’Azione 2, anche gli impianti da fonti rinnovabili per l’autoconsumo come il fotovoltaico. In questo articolo ci concentriamo sull’opportunità energetica.
Quanto vale il contributo a fondo perduto? Per le PMI il contributo arriva fino al 50% della spesa ammissibile; per le grandi imprese fino al 25%, sotto forma di sovvenzione in conto capitale.
Qual è l’investimento minimo? La spesa ammissibile minima è di 200.000 € per domanda; il massimo è di 4.000.000 € per operazione e per beneficiario nel periodo 2023-2027.
Posso vendere in rete l’energia prodotta? No. L’impianto fotovoltaico finanziato dal SRD13 è ammesso esclusivamente per l’autoconsumo aziendale, con potenza fino a 1 MW elettrico, commisurata al fabbisogno dell’impresa.
Il contributo è garantito se il progetto è valido? No. Il SRD13 è una procedura a graduatoria con un punteggio minimo di accesso: il progetto deve superare la soglia e collocarsi in posizione utile fino a esaurimento dei 40 milioni di dotazione. Molti criteri dipendono dalle caratteristiche dell’azienda e dal comparto.
Entro quando devo presentare la domanda? La finestra è aperta dal 26 maggio al 16 luglio 2026 (ore 12:00). Vista la documentazione richiesta, conviene avviare subito l’analisi di fattibilità.
Posso avviare i lavori prima di presentare la domanda? No. Per rispettare il principio dell’effetto incentivo, le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della Domanda di Sostegno. Sono ammesse solo le attività preparatorie (progettazione, autorizzazioni), anche fino a 24 mesi prima.













