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In sintesi  — Fino a 50.000 € per gli investimenti energetici e fino a 20.000 € per la certificazione ISO 50001: il Bando Impresa Sostenibile 2026 della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi mette a disposizione 1 milione di euro in contributi a fondo perduto per le micro, piccole e medie imprese del territorio. Le domande si presentano dalle ore 10:00 del 3 giugno 2026 al 3 settembre 2026 sulla piattaforma Restart.

Articolo informativo aggiornato a giugno 2026. Fonte: regolamento ufficiale del bando, approvato con D.G. n. 44 del 27/04/2026.

Indice dei contenuti

Cos’è il Bando Impresa Sostenibile 2026

Il Bando Impresa Sostenibile 2026 è un’agevolazione promossa dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi nell’ambito del Piano per la sostenibilità avviato nel 2024. L’obiettivo è sostenere le imprese del territorio nell’adozione di modelli di sviluppo più sostenibili, promuovendo investimenti in efficientamento energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni nocive.

Il bando è strutturato in due misure indipendenti, che un’impresa può richiedere anche entrambe presentando però due domande distinte:

  • Misura A — Investimenti energetici: per impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, macchinari efficienti, pompe di calore, relamping LED e interventi affini.
  • Misura B — Certificazione energetica ISO 50001: per il percorso di ottenimento della certificazione del sistema di gestione dell’energia.

La dotazione complessiva è di 1.000.000,00 €, importo che la Camera può rimodulare, integrare o rifinanziare in base alla partecipazione delle imprese.

Bando energia per le imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi: a chi si rivolge

Possono partecipare tutte le MPMI (micro, piccole e medie imprese), di qualsiasi settore, salvo le esclusioni previste dal regime “de minimis”. Il requisito territoriale è centrale: l’intervento deve riferirsi a una sede attiva, iscritta al Registro Imprese, situata nella circoscrizione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Gli altri requisiti principali, da possedere al momento della domanda, sono i seguenti. L’impresa deve essere una micro, piccola o media impresa secondo la definizione europea; essere in regola con il diritto camerale annuale e con il DURC; non trovarsi in stato di fallimento o procedura concorsuale; non avere forniture in essere con la Camera di Commercio; rispettare i requisiti antimafia e penali previsti; essere in regola con l’obbligo di polizza catastrofale; non risultare già beneficiaria del bando Impresa Sostenibile 2025 per la stessa misura; e aver compilato il report ESGpass (Flash o Assessment).

Nota importante: il report ESGpass è obbligatorio sia in fase di domanda sia in fase di rendicontazione. Va compilato preventivamente sul portale dedicato.

Misura A vs Misura B: confronto a colpo d’occhio

Le due misure rispondono a esigenze diverse: la A premia chi investe in tecnologia e impianti, la B chi sceglie di strutturare un sistema di gestione dell’energia certificato. La tabella seguente riassume le differenze sostanziali.

Caratteristica Misura A – Investimenti energetici Misura B – Certificazione ISO 50001
Contributo a fondo perduto 50% delle spese ammissibili 70% delle spese ammissibili
Investimento minimo 10.000 € 3.000 €
Contributo massimo 50.000 € 20.000 €
Relazione tecnica Obbligatoria (pre e post-intervento) Non richiesta
Procedura di selezione Sportello valutativo (con punteggio) Sportello (ordine cronologico)
Completamento intervento Entro il 15/07/2027
Rendicontazione Entro il 31/10/2027 Entro il 31/10/2027

Tutti gli importi sono al netto dell’IVA. Il contributo è liquidato in un’unica soluzione, con applicazione della ritenuta d’acconto del 4%.

Misura A: cosa finanzia e come funziona

La Misura A sostiene gli investimenti per produrre o accumulare energia da fonti rinnovabili e per efficientare i consumi. Le spese ammissibili comprendono:

  • impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (compresi cogenerazione, trigenerazione e inverter);
  • sistemi di accumulo dell’energia;
  • nuovi macchinari, impianti, attrezzature, macchine operatrici e hardware in sostituzione di dotazioni esistenti;
  • pompe di calore per la climatizzazione, in sostituzione degli impianti in uso;
  • interventi di relamping con corpi illuminanti LED a basso consumo;
  • sistemi di domotica e di monitoraggio dei consumi;
  • software e licenze d’uso (anche cloud/SaaS) funzionali agli interventi;
  • opere murarie e impiantistica direttamente correlate all’installazione;
  • spese di formazione e consulenza tecnica (fino a un massimo del 30% del totale).

Un vincolo da tenere a mente: le spese tecniche e di formazione possono coprire al massimo il 30% del progetto, perché le voci “core” (dalle lettere a) a g) del regolamento) devono rappresentare almeno il 70% del totale.

Il punteggio della Misura A: il punto che fa la differenza

A differenza della Misura B, la Misura A funziona a sportello valutativo: non basta presentare la domanda nei termini, occorre superare un punteggio minimo. Le domande sono valutate su una scala da 0 a 110 punti, considerando:

  • Produzione di energia da fonti rinnovabili: fino a 20 punti per un nuovo impianto, più 5 punti per i sistemi di accumulo.
  • Risparmio energetico dichiarato (in TEP): dai 35 punti (riduzione ≥1% e <3%) fino a 55 punti (riduzione ≥10%).
  • Ampiezza dell’intervento: fino a 15 punti in base al numero di tipologie di spesa.
  • Formazione del personale: 5 punti se presente.
  • Certificazione ISO 50001 già posseduta: 10 punti.

Le soglie minime variano in base all’ambito del progetto: 30 punti per i soli interventi di produzione da fonti rinnovabili, 45 per i soli interventi di risparmio energetico, 55 se il progetto combina entrambi gli ambiti.

La relazione tecnica deve essere redatta e firmata da un EGE (Esperto in Gestione dell’Energia certificato UNI CEI 11339) o da un tecnico iscritto a uno degli ordini professionali ammessi (ingegneri, architetti, geometri, periti industriali e altri).

Misura B: la certificazione energetica ISO 50001

La Misura B copre il 70% delle spese per ottenere la certificazione ISO 50001, fino a 20.000 €, con investimento minimo di 3.000 €. Sono ammissibili:

  • le spese di consulenza per l’accompagnamento alla certificazione (analisi dei processi, stesura documentazione, formazione, preparazione dell’audit), fino al 70% del totale ammissibile;
  • le spese per l’ottenimento e la registrazione della certificazione, fatturate dall’ente certificatore;
  • un contributo forfettario del 15% delle spese ammesse (fino a 4.000 €) per riconoscere l’impegno del personale interno.

La certificazione deve essere rilasciata da organismi accreditati (ACCREDIA per l’Italia).

Esempi pratici di calcolo del contributo

Per capire concretamente quanto si può ottenere, ecco alcuni esempi (importi al netto IVA).

Esempio 1 — Misura A, investimento medio: un’impresa installa un impianto fotovoltaico con accumulo per una spesa ammissibile di 40.000 €. Contributo: 50% = 20.000 €.

Esempio 2 — Misura A, tetto raggiunto: investimento ammissibile di 120.000 €. Il 50% sarebbe 60.000 €, ma scatta il tetto massimo: contributo = 50.000 €.

Esempio 3 — Misura B, certificazione: percorso ISO 50001 con spese ammissibili di 15.000 €. Contributo: 70% = 10.500 € (entro il massimale di 20.000 €).

Esempio 4 — Misura A con premialità: investimento di 30.000 € (contributo 15.000 €) da parte di un’impresa con rating di legalità a tre stelle e certificazione di parità di genere. Premialità aggiuntiva: 500 € + 250 € = 750 €, per un totale di 15.750 €.

Le premialità: fino a 750 € in più

Per entrambe le misure, se l’impresa possiede determinati requisiti riceve un contributo aggiuntivo cumulabile:

Requisito Premialità
Rating di legalità — 1 stella 150 €
Rating di legalità — 2 stelle 300 €
Rating di legalità — 3 stelle 500 €
Certificazione parità di genere (UNI/PdR 125:2022) 250 €

Per ottenere la premialità sulla parità di genere è indispensabile allegare la documentazione in fase di domanda: la sua assenza non consente il riconoscimento.

Le scadenze da segnare in calendario

Il bando segue una procedura a sportello: le risorse possono esaurirsi prima della scadenza formale, quindi presentare la domanda nei primi giorni utili è un vantaggio concreto. Ecco le date da non perdere.

Attività Data
Apertura domande ore 10:00 del 03/06/2026
Chiusura domande (salvo esaurimento risorse) 03/09/2026
Approvazione elenchi ammessi/non ammessi entro 90 giorni dall’arrivo della domanda
Completamento investimenti Misura A (fatture e pagamenti) 15/07/2027
Presentazione rendicontazione 31/10/2027

Le spese sono ammissibili a partire dalla data di approvazione del regolamento, ovvero dall’08/05/2026.

Come presentare la domanda passo per passo

Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma Restart di Infocamere. Ecco i passaggi.

  1. Collegarsi al sito restart.infocamere.it e accedere con SPID, CNS o CIE.
  2. Selezionare tra le iniziative attive il bando “Impresa sostenibile 2026”.
  3. Accedere alla sezione “Richiedi” (visibile solo nel periodo di apertura) e compilare il modulo con tutti i dati richiesti, inclusa la sede oggetto dell’intervento.
  4. Caricare nella sezione “Allegati” tutta la documentazione obbligatoria, firmata digitalmente in formato CAdES (.p7m) dal legale rappresentante.
  5. Scaricare il modello, ricaricarlo firmato digitalmente e inviare la domanda (operazione definitiva).
  6. Verificare la presenza della ricevuta nella sezione “Lista richieste”.

Per partecipare a entrambe le misure occorre presentare due domande distinte, ciascuna con i propri allegati. La domanda non è soggetta a imposta di bollo.

La documentazione obbligatoria

Tra gli allegati richiesti rientrano: la domanda Restart, l’Allegato A (informazioni e dichiarazioni aggiuntive), il prospetto delle spese, il modulo di calcolo della dimensione d’impresa, i preventivi (di importo non inferiore a 300 €), la relazione tecnica pre-intervento (solo Misura A), la documentazione della polizza catastrofale e l’attestazione ESGpass.

Errori comuni da evitare

Sui bandi camerali alcune sviste ricorrono spesso e fanno la differenza tra una domanda ammessa e una respinta. Ecco le più frequenti.

  • Ignorare il plafond de minimis. Il tetto è di 300.000 € in tre anni per “impresa unica”. Verifica la tua posizione sul Registro Nazionale Aiuti prima di presentare domanda.
  • Presentare una relazione tecnica con sole stime. Per la Misura A la relazione post-intervento deve dimostrare il risparmio reale su almeno 3 mesi di monitoraggio, confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente.
  • Dimenticare polizza catastrofale o ESGpass. Sono entrambi elementi essenziali: la loro assenza comporta l’esclusione.
  • Usare fornitori collegati all’impresa. Sono escluse le forniture da società controllate, collegate o con assetti proprietari coincidenti.
  • Caricare documenti non firmati digitalmente dal legale rappresentante, o con nomi dei file non conformi al prospetto spese.

Disclaimer

Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce la consulenza ufficiale né il testo integrale del regolamento. Bandi, importi e scadenze possono subire modifiche, proroghe o chiusure anticipate per esaurimento delle risorse. Si raccomanda di consultare sempre la pagina ufficiale del bando sul sito della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e il regolamento aggiornato prima di presentare domanda.

Domande frequenti (FAQ)

Cos’è il Bando Impresa Sostenibile 2026? È un’agevolazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi che assegna 1 milione di euro in contributi a fondo perduto alle MPMI del territorio per investimenti energetici (Misura A, 50%) e per la certificazione ISO 50001 (Misura B, 70%).

Chi può partecipare al bando? Le micro, piccole e medie imprese di qualsiasi settore con una sede attiva iscritta al Registro Imprese nella circoscrizione di Milano Monza Brianza Lodi, in regola con diritto camerale, DURC e polizza catastrofale, salvo le esclusioni del regime de minimis.

Quanto vale il contributo? Per la Misura A il contributo è il 50% delle spese, fino a 50.000 € (investimento minimo 10.000 €). Per la Misura B è il 70%, fino a 20.000 € (investimento minimo 3.000 €). Tutti gli importi sono al netto IVA.

Quando si presentano le domande? Dalle ore 10:00 del 3 giugno 2026 al 3 settembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

Come si presenta la domanda? Esclusivamente online sulla piattaforma Restart di Infocamere (restart.infocamere.it), accedendo con SPID, CNS o CIE. Tutta la documentazione va firmata digitalmente in formato CAdES (.p7m) dal legale rappresentante.

Posso partecipare a entrambe le misure? Sì, ma occorre presentare due domande distinte, una per la Misura A e una per la Misura B, ciascuna completa dei propri allegati.

Cos’è la relazione tecnica e chi può redigerla? È un documento obbligatorio per la Misura A, in fase di domanda (pre-intervento) e di rendicontazione (post-intervento). Deve essere firmata da un EGE certificato UNI CEI 11339 o da un tecnico iscritto a uno degli ordini professionali ammessi.

Quali premialità sono previste? Un contributo aggiuntivo per il rating di legalità (150/300/500 € in base alle stelle) e per la certificazione di parità di genere UNI/PdR 125:2022 (250 €), cumulabili tra loro.

Quando vanno completati gli investimenti? Per la Misura A entro il 15 luglio 2027 (fatture e pagamenti inclusi). La rendicontazione, per entrambe le misure, va presentata entro il 31 ottobre 2027.

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