Il fotovoltaico in media tensione è la soluzione più frequente per molti impianti industriali e aziendali di taglia medio-alta, soprattutto quando il sito è già alimentato in MT o richiede una connessione più strutturata rispetto alla bassa tensione.
In Italia, il riferimento tecnico principale è la CEI 0-16, mentre l’iter di connessione segue le regole del TICA definite da ARERA. Nella pratica, la connessione in media tensione diventa più probabile quando la potenza cresce, quando il sito presenta consumi importanti oppure quando la rete disponibile non rende adeguata una connessione in bassa tensione.
C’è però un punto fondamentale da chiarire subito: superare i 100 kW non significa passare automaticamente alla media tensione. La soluzione finale dipende sempre dal preventivo di connessione e dalla STMG emessa dal gestore di rete, che valuta il caso concreto in base alla configurazione del sito, alla rete disponibile e alle opere necessarie.
In altre parole, la domanda giusta non è solo quanti kWp installare, ma anche come l’impianto potrà essere collegato alla rete, con quali tempi, con quale infrastruttura e con quali adempimenti tecnici e autorizzativi.
In sintesi
Prima di entrare nel dettaglio, ci sono quattro concetti chiave da fissare:
- il fotovoltaico in media tensione riguarda impianti connessi alla rete di distribuzione MT, tipicamente a 15 o 20 kV;
- oltre i 100 kW, la connessione in MT diventa più frequente, soprattutto in ambito industriale;
- 100 kW non è una soglia automatica che trasforma ogni impianto BT in MT;
- la decisione finale dipende sempre dalla STMG del distributore.
Cos’è il fotovoltaico in media tensione
Un impianto fotovoltaico in media tensione è un impianto collegato a una rete di distribuzione MT, cioè a un livello di tensione superiore alla bassa tensione e normalmente utilizzato per utenze più strutturate, siti industriali o installazioni di maggiore taglia.
Dal punto di vista normativo, il riferimento tecnico è la CEI 0-16, che disciplina il collegamento degli utenti attivi e passivi alle reti AT e MT delle imprese distributrici.
Questa definizione è importante perché chiarisce un equivoco frequente: potenza dell’impianto e livello di tensione della connessione non coincidono.
La potenza si esprime normalmente:
- in kWp sul lato moduli;
- in kW sul lato inverter o lato immissione.
Il livello di tensione, invece, riguarda come l’impianto si collega alla rete.
Questo significa che un impianto da 200 kW, 500 kW o 1 MW non si definisce solo dalla sua taglia commerciale. Per capire se la connessione sarà davvero in media tensione bisogna sempre verificare il preventivo di connessione e la STMG.
Va inoltre ricordato che la media tensione non coincide automaticamente con Terna. Se l’impianto si collega alla rete di distribuzione, l’interlocutore resta il DSO territoriale, cioè il distributore competente per quella zona.
Quando un impianto fotovoltaico si connette in MT
Nella pratica, la connessione in media tensione ricorre più spesso in alcuni scenari tipici.
Industria e manifattura
È il caso di stabilimenti produttivi, linee energivore, siti con assorbimenti significativi o aziende che dispongono già di una fornitura in media tensione. In questi contesti, la MT è spesso la soluzione più coerente con l’assetto elettrico esistente.
Grande terziario e logistica
Magazzini logistici, piattaforme distributive, centri commerciali e strutture con grandi coperture o consumi rilevanti nelle ore diurne ricadono spesso in una logica MT, soprattutto quando l’impianto supera le taglie tipiche della BT.
Agroindustria e impianti di taglia medio-alta
Molte aziende agroindustriali e molte installazioni di taglia intermedia o grande richiedono una connessione in media tensione per ragioni legate alla potenza, alla rete disponibile o alle opere necessarie per l’allaccio.
Qual è il limite del fotovoltaico in media tensione
Quando si parla di limite di potenza in media tensione, bisogna distinguere tra:
- soglie operative;
- soglie normative o regolatorie.
Il riferimento più ricorrente è la soglia dei 100 kW, ma va letta correttamente.
La soglia dei 100 kW
Nel TICA, la potenza in immissione richiesta incide anche sui tempi massimi entro cui il gestore deve mettere a disposizione il preventivo di connessione:
- fino a 100 kW: 20 giorni lavorativi;
- oltre 100 kW e fino a 1.000 kW: 45 giorni lavorativi;
- oltre 1.000 kW: 60 giorni lavorativi.
Questa soglia è importante anche sul piano pratico, perché coincide spesso con il punto oltre il quale aumenta la probabilità di una soluzione in media tensione, con opere più articolate e una progettazione più strutturata.
Superare 100 kW non significa automaticamente MT
Questo è il punto chiave: superare i 100 kW non comporta automaticamente il passaggio dalla BT alla MT.
Più correttamente si può dire che:
- fino a 100 kW, la connessione in bassa tensione è spesso il caso più frequente;
- sopra i 100 kW, la connessione in media tensione diventa più probabile;
- la decisione finale dipende comunque dalla rete disponibile, dalla distanza, dalle opere necessarie e dalla STMG emessa dal distributore.
Cosa cambia oltre 1 MW e oltre 10 MW
Con l’aumentare della taglia cresce anche la complessità della connessione.
- oltre 1.000 kW, il tempo massimo per il preventivo sale a 60 giorni lavorativi;
- oltre 10 MW, ci si avvicina normalmente al perimetro delle connessioni dirette alla RTN, con Terna come interlocutore.
Anche qui, però, non basta fermarsi alla taglia nominale: conta sempre la configurazione reale della connessione.
Soglie utili da conoscere
| Soglia / fascia | Significato pratico | Riferimento |
|---|---|---|
| Fino a 100 kW | Preventivo di connessione entro 20 giorni lavorativi; BT più frequente | TICA |
| Oltre 100 kW e fino a 1.000 kW | Preventivo entro 45 giorni lavorativi; aumenta la probabilità della MT | TICA |
| Oltre 1.000 kW | Preventivo entro 60 giorni lavorativi; cresce la complessità dell’allaccio | TICA |
| Connessione MT | Collegamento alla rete di distribuzione, tipicamente a 15 o 20 kV | CEI 0-16 |
| 10 MW e oltre | Si entra più facilmente nell’ambito delle connessioni dirette alla RTN | Terna |
Queste soglie aiutano a orientarsi, ma non sostituiscono mai la verifica del caso concreto.
Come funziona la connessione alla rete in MT
L’allaccio di un impianto fotovoltaico in media tensione segue una sequenza abbastanza definita. I tempi reali, però, dipendono molto dalla qualità della documentazione, dalla correttezza degli elaborati tecnici, dalla necessità di cabina e dall’eventuale presenza di opere di rete.
1. Richiesta di connessione
Il primo passaggio consiste nella presentazione della richiesta di connessione al gestore di rete competente sul territorio. Per gli impianti collegati alla rete di distribuzione, l’interlocutore resta il distributore locale.
2. Emissione del preventivo e STMG
Dopo la richiesta, il gestore emette il preventivo con la relativa STMG, cioè la Soluzione Tecnica Minima Generale necessaria per collegare l’impianto alla rete.
Il preventivo, una volta emesso, ha una validità di 45 giorni lavorativi.
3. Tempi TICA
Dal punto di vista programmatorio, i tempi massimi per la messa a disposizione del preventivo sono:
- 45 giorni lavorativi per richieste oltre 100 kW e fino a 1.000 kW;
- 60 giorni lavorativi per richieste oltre 1.000 kW.
Per un impianto fotovoltaico in MT, questi tempi sono molto utili in fase di pianificazione commerciale, tecnica e cantieristica.
4. Regime autorizzativo
Dopo l’accettazione del preventivo entra in gioco il capitolo autorizzativo. È importante non confondere questo aspetto con il livello di tensione: regime autorizzativo e connessione BT/MT non coincidono automaticamente.
Il quadro nazionale distingue tre regimi principali:
- attività libera;
- PAS;
- Autorizzazione Unica.
In termini generali:
- la PAS si applica agli impianti che rientrano nelle soglie e nelle condizioni previste dalla normativa;
- l’Autorizzazione Unica si utilizza oltre tali soglie o nei casi con maggiore impatto;
- la PAS va presentata almeno 30 giorni prima dell’inizio lavori e opera con meccanismo di silenzio-assenso in assenza di rilievi;
- l’AU ha una durata massima di 90 giorni, al netto dell’eventuale VIA.
5. Adempimenti del gestore e del richiedente
Sul lato connessione, il TICA prevede che:
- il gestore di rete presenti eventuali richieste autorizzative di propria competenza entro 60 giorni lavorativi per connessioni in MT;
- il richiedente attivi il procedimento autorizzativo entro 90 giorni lavorativi dalla data di accettazione del preventivo, quando richiesto.
6. Cabina MT/BT e attivazione della connessione
Qui emerge una delle principali differenze rispetto alla bassa tensione.
In media tensione, il richiedente deve normalmente realizzare la propria cabina di trasformazione MT/BT secondo le prescrizioni del distributore e mettere a disposizione un locale per consegna e misura con accesso agevole.
Una volta completati i lavori e conclusi gli adempimenti previsti, l’attivazione della connessione deve avvenire entro 10 giorni lavorativi dalla comunicazione di completamento dei lavori.
Cosa rallenta davvero i tempi di connessione
In teoria, un impianto in MT ben progettato può seguire un iter ordinato. Nella pratica, i ritardi dipendono meno dalla media tensione in sé e molto di più dalla qualità del progetto, dalla documentazione e dal percorso autorizzativo.
I problemi più frequenti sono:
- documentazione incompleta;
- dati POD errati;
- schemi elettrici incoerenti;
- cabina o locale consegna impostati in modo non corretto;
- opere di rete sottostimate;
- difformità tra progetto, richiesta di connessione e configurazione reale.
La media tensione richiede un livello di struttura più solido rispetto alla BT, ma il vero fattore decisivo resta sempre la coerenza tecnica complessiva del progetto.
Quando conviene davvero la media tensione
La connessione in media tensione conviene quando il sito ha consumi, assetto elettrico e profilo di scambio tali da rendere la bassa tensione poco adatta o poco efficiente.
Caso 1: sito già servito in MT
È il caso più lineare. Se il sito dispone già di una fornitura in media tensione, progettare un impianto coerente con l’infrastruttura esistente consente una migliore integrazione tra produzione, quadri, protezioni e logiche di interfaccia.
Caso 2: impianto oltre le taglie tipiche della BT
Un impianto da 150-250 kWp può apparire ancora “medio” dal punto di vista commerciale, ma spesso rientra già in una fascia in cui la media tensione diventa la soluzione più ordinata.
Caso 3: impianti da 500 kWp, 1 MW o superiori
In questi casi non si parla più solo di un impianto accessorio. Si parla di una vera infrastruttura energetica che interagisce in modo più sensibile con la rete, con le protezioni, con la qualità della tensione e con gli obblighi di controllo.
Quando la MT è spesso la scelta più logica
In generale, la media tensione tende a essere conveniente quando si vuole:
- lavorare in coerenza con una fornitura già esistente in MT;
- gestire potenze più elevate senza forzare la BT;
- integrare impianto, protezioni e cabina in modo ordinato;
- evitare soluzioni BT poco robuste o sproporzionate rispetto alla rete disponibile.
Non è una regola assoluta, ma è il motivo per cui molti impianti aziendali oltre i 100 kW vengono valutati direttamente in ottica MT.
Quando non conviene la media tensione
La media tensione non è sempre la scelta migliore.
Conviene valutare una soluzione diversa quando:
- la taglia dell’impianto rientra ancora bene nel perimetro della bassa tensione;
- il sito è servito in BT e non ha senso introdurre una cabina dedicata;
- i consumi e il profilo di carico non giustificano la complessità della MT;
- ci si avvicina a taglie molto elevate, per cui il tema non è più BT vs MT, ma rete di distribuzione vs RTN.
Sotto certe soglie, la bassa tensione può restare la scelta più semplice e coerente. Sopra certe taglie, invece, cambia la scala del progetto e cambia anche il livello di complessità della connessione.
Differenze tra fotovoltaico in bassa tensione e media tensione
La differenza tra BT e MT non riguarda solo la taglia dell’impianto. Cambiano anche la complessità impiantistica, le infrastrutture, alcuni adempimenti tecnici e la gestione della misura.
Misura elettrica
In BT, per i punti di misura di connessione, generazione e consumo, è normalmente l’impresa distributrice a essere responsabile delle operazioni che costituiscono l’attività di misura elettrica.
In MT, invece, per i punti di misura di generazione, l’installazione e la manutenzione delle apparecchiature di misura sono in capo al produttore, mentre la gestione dei dati resta al distributore.
Cabina e infrastrutture
In media tensione, il richiedente realizza normalmente la propria cabina di trasformazione MT/BT secondo le prescrizioni del distributore e mette a disposizione un locale accessibile per consegna e misura.
Costi di connessione
Dal punto di vista economico, la media tensione introduce spesso una maggiore complessità impiantistica, ma la quota potenza può essere inferiore rispetto alla BT.
In termini indicativi, per una nuova connessione ordinaria nel 2026:
- BT: 78,81 €/kW
- MT: 62,74 €/kW
Questo non significa che la MT costi meno in assoluto: significa solo che la valutazione economica non può fermarsi alla sola quota potenza, perché entrano in gioco anche cabina, opere e infrastrutture dedicate.
Requisiti tecnici aggiuntivi
Nei nuovi impianti industriali connessi in MT sopra certe soglie possono entrare in gioco requisiti più specifici di interfaccia e controllo, compresi, in alcuni casi, obblighi legati a sistemi di comando, teledistacco e limitazione della potenza su comando esterno.
Errori da evitare quando si valuta una connessione MT
Ci sono alcuni errori ricorrenti che portano a stime sbagliate o a iter sottovalutati.
1. Confondere taglia dell’impianto e livello di tensione
Un impianto da 150 kW o 200 kW non è automaticamente in MT, così come una taglia elevata non significa in automatico connessione diretta alla RTN.
2. Considerare i 100 kW come soglia assoluta
È una soglia molto importante, ma resta una soglia operativa, non un automatismo tecnico.
3. Sottostimare la complessità infrastrutturale
La media tensione non significa solo impianto più grande. Significa spesso cabina, locale consegna, protezioni, misura e coordinamento più strutturato con la rete.
4. Trascurare il profilo reale del sito
Potenza richiesta, consumi, punto di consegna, fornitura esistente, distanza dalla rete, vincoli e configurazione elettrica del sito contano quanto, se non più, della sola taglia dell’impianto.
FAQ sul fotovoltaico in media tensione
Cos’è il fotovoltaico in media tensione?
Il fotovoltaico in media tensione è un impianto collegato a una rete di distribuzione MT. In Italia, il riferimento tecnico principale è la CEI 0-16.
Qual è il limite di potenza della media tensione?
Non esiste una soglia unica che trasformi automaticamente un impianto BT in MT o un impianto MT in connessione diretta alla RTN. La soglia dei 100 kW è molto rilevante, ma la soluzione finale dipende sempre dal preventivo del gestore e dalla STMG.
Un impianto fotovoltaico da 200 kW è sempre in media tensione?
No. Un impianto da 200 kW ricade spesso in una logica MT, ma la connessione effettiva dipende dalla capacità disponibile della rete, dalla distanza e dalle opere richieste.
Quanto tempo serve per il preventivo di connessione in MT?
Per richieste con potenza in immissione oltre 100 kW e fino a 1.000 kW, il TICA prevede un tempo massimo di 45 giorni lavorativi. Oltre 1.000 kW, il tempo massimo sale a 60 giorni lavorativi.
Chi gestisce l’allacciamento di un impianto MT?
L’interlocutore principale è il gestore della rete di distribuzione competente sul territorio. Terna non è normalmente il referente diretto per una connessione MT alla rete di distribuzione.
Serve una cabina per un impianto fotovoltaico in MT?
Nella pratica, sì. Per una connessione ordinaria in media tensione, il richiedente deve normalmente realizzare una cabina di trasformazione MT/BT secondo le prescrizioni del distributore.
Quando conviene passare dalla bassa alla media tensione?
Conviene valutare la media tensione quando la potenza cresce, il sito ha già una fornitura MT, i carichi industriali la rendono più coerente oppure il distributore non può garantire una connessione BT adeguata.
Quanto pesa la quota potenza in una nuova connessione MT?
Per una nuova connessione ordinaria in media tensione, nel 2026 la quota potenza indicativa è pari a 62,74 €/kW. È però solo una delle componenti del costo totale di connessione.
Conclusione
Il fotovoltaico in media tensione è la soluzione più naturale quando impianto, utenza e rete escono dal perimetro tecnico della bassa tensione e richiedono una configurazione più strutturata: CEI 0-16, connessione alla rete di distribuzione MT, iter TICA coerente con taglie più alte e presenza di infrastrutture dedicate come la cabina MT/BT.
La soglia dei 100 kW resta il principale spartiacque operativo, ma non va interpretata come un automatismo. Il criterio davvero decisivo è sempre la soluzione di connessione emessa dal gestore, perché è quella che stabilisce se il progetto può restare in BT oppure richiede una configurazione in media tensione.
In sintesi, la media tensione non dipende solo dalla taglia dell’impianto, ma dalla compatibilità concreta tra sito, rete disponibile, assetto elettrico e soluzione di connessione.
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